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L´orribile settimana del Tribunale Supremo americano
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L´orribile settimana del Tribunale Supremo americano

Gabriel Ariza
30 giugno 2015

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Dopo aver emesso una sentenza che obbliga gli stati ad agire contro quanto deciso in un referendum popolare, ha approvato l´uso del polemico sedativo per l´iniezione letale ai condannati a morte e cancella una legge texana che avrebbe evitato migliaia di morti.

Dopo la sentenza obbrobriosa di venerdì scorso, la Corte Suprema ha preso oggi la decisione di permettere l´uso di iniezioni con midazolam ai condannati a morte, un composto che ha creato sofferenze inutili e crudeli perché in alcune occasioni non è stato letale.

Il Tribunale Supremo degli USA ha confermato la legalità delle iniezioni letali che contengono midalozam, un polemico sedativo che dal 2014 ha fallito in tre occasioni provocando la sofferenza prolungata nei condannati a morte ai quali è stato amministrato.

La sentenza, approvata da cinque dei nove magistrati dell’ Alto Tribunale, conferma la situazione attuale ed autorizza gli stati come Oklahoma e Florida ad applicare di nuovo la pena di morte, ferma ormai da gennaio. Con cinque voti a favore e quattro contro, il tribunale ha deciso che Oklahoma e altri stati possono continuare ad usare il cocktail di medicine che ultimamente è stato impiegato per uccidere i carcerati condannati alla pena di morte. Questo anche se lo scorso anno, due condannati si sono svegliati durante l´esecuzione e si sono lamentati per i dolori. Gli avvocati dei due condannati hanno fatto ricorso al tribunale adducendo che l´uso della droga violava l´ottavo emendamento della Costituzione americana che proibisce la punizione crudele e le sofferenze inutili.

Questa decisione è una vittoria per i 31 stati dove è in vigore la pena di morte, anche se negli ultimi anni la maggior parte di questi ha sospeso le esecuzioni. Due dei nove giudici hanno ripetuto la loro opinione che la pena di morte è anticostituzionale e dovranno convincere altri tre magistrati del Tribunale per abolirla completamente.

Il Supremo americano continua con le figure ridicole dopo aver emesso una sentenza storica per quanto riguarda la violazione delle regole della democrazia, perché obbliga alcuni stati che già avevano rifiutato il matrimonio omosessuale, ad accettarlo.

In altra sentenza il Tribunale ha anche deciso di andare contro il diritto alla vita, sospendendo temporaneamente la legge che obbliga alla chiusura più della metà delle cliniche abortiste del Texas. Nel 2013, lo stato del Texas ha approvato una legge che esigeva tutte le cliniche abortiste a rispettare gli stessi requisiti sanitari degli ospedali, cosa che ha significato la chiusura di 41 centri.

Ora il tribunale Supremo ha deciso di sospendere questa legge, con cinque voti a favore e quattro contro. Il governo del Texas ha espresso delle perplessità sul perché il tribunale sia potuto andare contro una legge che l´unica cosa che esige è uno standard medico di alta qualità.

Il problema è che, come diceva Benedetto XVI, il mondo cambia in base alle iniziative delle minoranze creative, e recentemente negli USA hanno cominciato a circolare voci che affermavano che non si sarebbe portata avanti una risoluzione che queste minoranze consideravano ingiusta.

Sul matrimonio omosessuale, vista la sentenza del Supremo, funzionari di stati come Texas e Mississipi si son ribellati e confermano che non emetteranno licenze di matrimonio a coppie omosessuali che lo richiedano per un problema di “obiezione religiosa”.

 “Io difendo la mia libertà religiosa. Credo che il matrimonio sia fatto per un uomo ed una donna perché così dice la Bibbia”, ha dichiarato al giornale “The Texas Tribune” Katie Lang, segretaria della contea texana di Hood. Tuttavia, questa decisione, potrebbe costare cara a questa segretaria così come ad altri funzionari che si rifiutino di sposare omosessuali, potendo essere soggetti a multe o cause legali.

Le reazioni politiche all’obiezione di coscienza dei funzionari non si sono fatte attendere. Il procuratore generale del Texas, Ken Paxton, ha offerto assistenza legale a quei funzionari di contea che non siano disposti a celebrare matrimoni tra omosessuali affermando che nessuno li può obbligare ad andare contro le proprie idee religiose.

Paxton ha garantito che metterà a disposizione di chi desideri addurre l’obbiezione di coscienza per non sposare coppie omosessuali “numerosi avvocati pronti ad assistere i funzionari che difendano le proprie idee religiose”. Le dichiarazioni di Paxton sono state applaudite da quelli che non credono che il Tribunale Supremo abbia diritto di imporre la legalizzazione del matrimonio omosessuale in quegli stati che non lo accettano.

Tuttavia la reazione tra alcuni democratici è stata molto diversa ed hanno chiesto al Procuratore Generale degli Stati Uniti, Loretta Lynch, che garantisca “che i funzionari del Texas non si facciano beffe della decisione del Tribunale discriminando le coppie dello stesso sesso”.

Gabriel Ariza


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