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La lettera della Terra contiene elementi radicalmente incompatibili con la fede Cattolica
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La lettera della Terra contiene elementi radicalmente incompatibili con la fede Cattolica

Gabriel Ariza
3 luglio 2015

Carta Il vescovo di Alcalá di Henares, Juan Antonio Reig Pla, avvisa che certi riferimenti di “Laudato Sii” possano essere usati per appoggiare un’ipotetica canonizzazione della “Lettera della Terra” dal Papa.  Nell´enciclica di Papa Francesco “Laudato sii” sulla cura della casa comune (LS) il Santo Padre cita il testo di un documento chiamato “La lettera della Terra” (LdT) e parla dello sviluppo sostenibile. Il Vescovo di Alcalá di Henares ha pubblicato una lettera Pastorale titolata: “Non esiste ecologia senza un´adeguata antropologia” (LS, 79). Mons. Reig spiega che alcuni elementi della Lettera della Terra, tra i quali il testo citato dal Papa, possono essere accettati dai cattolici; però avverte che il fatto che il Papa menzioni alcune frasi, non vuol dire assolutamente che stia canonizzando questo documento; tra l´altro Mons. Reig afferma: “la lettera della Terra contiene nella sua redazione degli elementi radicalmente incompatibili con la Fede Cattolica” come per esempio la definizione panteistica, tipo New Age che questo documento fa della pace: “la pace è l´integrità creata dai rapporti corretti con se stesso, altre persone, altre culture, altre forme di vita, la Terra e con tutto ciò che è più grande e del quale formiamo parte” (LdT 16-f). Tra l´altro, come spiega Reig, La lettera della Terra assume e appoggia esplicitamente l´ideologia di gender (LdT 11 e 12) e la cosiddetta salute riproduttiva (LdT 7e). Concretamente Papa Francesco avverte nell´Enciclica: “non è un comportamento sano che si pretenda cancellare la differenza sessuale” (LS, 155) e sull´aborto: “nemmeno é compatibile la difesa della natura con la giustificazione dell´aborto”. (LS, 120). Sul concetto di sviluppo sostenibile, Mons Reig spiega che si definì ufficialmente in un documento, negli anni ottanta del secolo scorso, nel seno della Commissione Mondiale per l’ Ambiente e lo Sviluppo; venne definito come la crescita economica che soddisfi le necessità del presente senza compromettere le possibilità delle generazioni future di soddisfare le proprie necessità. Questa è la ragione per la quale l´Enciclica del Papa fa suo il concetto proprio come ha fatto il Magistero della Chiesa da anni, quindi nella sua redazione ben compresa, la definizione non pone nessun problema. É stato costatato presto che molte istituzioni nascondevano dietro alle nobili parole “sviluppo sostenibile” degli aspetti radicalmente immorali come la contraccezione, la sterilizzazione o l´aborto. Sapere questo, spiega Mons. Regi è importante, perché attualmente, in praticamente tutti i casi, gli organismi internazionali, di governo e molte ONG attribuiscono un contenuto al concetto sviluppo sostenibile che non coincide con quello della Chiesa. Questa è la ragione per la quale la Santa Sede, attraverso il suo Delegato nella Conferenza Internazionale sulla popolazione e lo sviluppo del Cairo, ha chiarito: “Niente di tutto ciò che ha fatto la Santa Sede per arrivare a questo consenso si deve interpretare come unapprovazione di concetti che non può approvare per ragioni morali. In special modo, non si deve interpretare che la Santa Sede accetti l´aborto o che ha cambiato, in qualche modo la sua posizione sull´aborto, gli anticoncezionali e la sterilizzazione, o sull´uso dei preservativi nei programmi di prevenzione sul AIDS o HIV”. Ultimamente, la Santa Sede, negli organismi internazionali, preferisce usare l´espressione “sviluppo umano sostenibile”, per sottolineare in modo più incisivi la sua proposta specifica in materia. Papa Francesco definisce ancora di più l´espressione nell´Enciclica parlando di uno sviluppo umano, sostenibile e integrale. (LS, 18).  

Gabriel Ariza


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