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Papa all’Angelus: rimanere uniti per la Pace. La corruzione è come una droga
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Papa all’Angelus: rimanere uniti per la Pace. La corruzione è come una droga

Redazione Infovaticana
18 settembre 2016

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“Oggi più che mai abbiamo bisogno di Pace in questa guerra che è dappertutto nel mondo”, tutto il pianeta preghi “unito” per la Pace. E’ questo il monito di Papa Francesco durante l’Angelus in piazza San Pietro.

“Sull’esempio di san Francesco, uomo di fraternità e di mitezza – ha continuato il Pontefice – siamo tutti chiamati ad offrire al mondo una forte testimonianza del nostro comune impegno per la pace e la riconciliazione tra i popoli”. Francesco ha poi ricordato che martedì prossimo si recherà ad Assisi per l’incontro interreligioso in occasione del trentesimo anniversario del primo storico evento voluto da san Giovanni Paolo II. “Martedì – ha detto – tutti dobbiamo essere uniti nella preghiera: ognuno si prenda un tempo, quello che può, per pregare per la pace. Tutto il mondo unito”.

Il Santo Padre ha poi commentato il Vangelo del giorno e la parabola dell’amministratore infedele e corrotto (Lc 16,1-13) e ha sottolineato l’importanza di allontanarsi dallo spirito mondano che spesso governa il mondo e che tanto piace al demonio, per poter invece vivere secondo gli insegnamenti delle Scritture. Fare dunque una “scelta chiara” tra Gesù e lo spirito del mondo, anteponendo la rettitudine, la mitezza e la condivisione alla logica della corruzione, della sopraffazione e dell’avidità. A tal proposito il Santo Padre ha paragonato la corruzione alle droghe, che sembrano essere qualcosa di facilmente gestibile e manipolabile, ma diventano poi una dipendenza che cresce sempre di più, provocando danni enormi e delle quali è difficile liberarsene.

Seguendo invece i valori “dell’integrità e della fraternità”, ha proseguito, “si può diventare artigiani della giustizia e aprire orizzonti di speranza per l’umanità”. È nella gratuità e nella donazione di noi stessi ai fratelli, ha aggiunto, che possiamo servire “il padrone giusto”, cioè Dio. “La mondanità – ha affermato il Papa – si manifesta con atteggiamenti di corruzione, di inganno, di sopraffazione, e costituisce la strada più sbagliata, la strada del peccato, anche se – è vero – è la strada più comoda da percorrere. Invece lo spirito del Vangelo richiede uno stile di vita serio – serio ma gioioso, pieno di gioia! -, serio e impegnativo, improntato all’onestà, alla correttezza, al rispetto degli altri e della loro dignità, al senso del dovere”. Bisogna quindi rispondere, ha detto Francesco, “con l’astuzia cristiana all’astuzia mondana”.

Il Pontefice, a conclusione dell’Angelus, ha ricordato la testimonianza di Elisabetta Sanna, madre di famiglia che, una volta vedova, si è dedicata interamente alla preghiera e ai poveri e agli ammalati, che è stata proclamata Beata ieri in Sardegna; e ha poi rivolto il suo saluto per la conclusione, a Genova, del Congresso Eucaristico Nazionale.

Redazione Infovaticana

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