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E’ divenuto sempre più chiaro <br> che Giovanni Paolo II fosse un santo
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E’ divenuto sempre più chiaro
che Giovanni Paolo II fosse un santo

Gianni De Luca
22 ottobre 2016

Dall’ intervista di Wlodzimierz Redzioch a Benedetto XVI, pubblichiamo il ricordo del Papa Emerito sul santo Giovanni Paolo II, di cui oggi ricorre la memoria liturgica.


Spiritualità e santità in Giovanni Paolo II: Quali erano i tratti salienti della spiritualità di Giovanni Paolo II?  

La spiritualità del Papa era carat­terizzata soprattutto dall’intensità della sua preghiera e pertanto era profondamente radicata nella celebrazio­ne della Santa Eucaristia e fatta insieme a tutta la Chie­sa con la recita del Breviario. Nel suo libro autobio­grafico Dono e mistero è possibile vedere quanto il sa­cramento del sacerdozio abbia determinato la sua vita e il suo pensiero. Così la sua devozione non poteva mai essere puramente individuale, ma era sempre an­che piena di sollecitudine per la Chiesa e per gli uomi­ni. Il compito di portare Cristo agli altri stava ancorato al centro della sua pietà. Tutti noi abbiamo conosciuto il suo grande amore per la Madre di Dio. Donarsi tut­to a Maria significò essere, con lei, tutto per il Signo­re. Così come Maria non visse per sé stessa ma per Lui, allo stesso modo egli imparò da lei e dallo stare con lei la completa e pronta dedizione a Cristo.

Santità, Lei ha aperto l’iter per la beatificazione con anticipo sui tempi stabiliti dal Diritto canonico. Da quanto tempo e in base a che cosa si è convinto della santità di Giovanni Paolo II?

 Che Giovanni Paolo II fosse un santo, negli anni della collaborazione con lui mi è divenuto di volta in volta sempre più chiaro. C’è innanzitutto da tenere presente naturalmente il suo intenso rapporto con Dio, il suo essere immerso nella comunione con il Signore di cui ho appena par­lato. Da qui veniva la sua letizia, in mezzo alle grandi fatiche che doveva sostenere, e il coraggio con il qua­le assolse il suo compito in un tempo veramente diffi­cile. Giovanni Paolo II non chiedeva applausi, né si è mai guardato intorno preoccupato di come le sue deci­sioni sarebbero state accolte. Egli ha agito a partire dal­la sua fede e dalle sue convinzioni ed era pronto anche a subire dei colpi. Il coraggio della verità è ai miei oc­chi un criterio di prim’ordine della santità.

Solo a partire dal suo rapporto con Dio è possibile capire anche il suo indefesso impegno pastorale. Si è da­to con una radicalità che non può essere spiegata altrimenti. Il suo impegno fu instancabile, e non solo nei grandi viaggi, i cui programmi erano fitti di appuntamenti, dall’inizio alla fine, ma anche giorno dopo giorno, a partire dalla messa mattutina sino a tarda notte. Durante la sua prima visita in Germania (1980), per la prima volta feci un’esperienza molto concreta di questo impegno enorme. Per il suo soggiorno a Monaco di Ba­viera, decisi pertanto che dovesse prendersi una pausa più lunga a mezzogiorno. Durante quell’intervallo mi chiamò nella sua stanza. Lo trovai che recitava il Bre­viario e gli dissi: «Santo Padre, Lei dovrebbe riposare»; e lui: «Posso farlo in Cielo». Solo chi è profondamente ricolmo dell’urgenza della sua missione può agire così.

Ma devo rendere onore anche alla sua straordinaria bontà e comprensione. Spesso avrebbe avuto motivi sufficienti per biasimarmi o per porre fine al mio incarico di Prefetto. E tuttavia mi sostenne con una fedeltà e una bontà assolutamente incomprensibili…

Il mio ricordo di Giovanni Paolo II è colmo di gratitudine. Non potevo e non dovevo provare a imitarlo, ma ho cercato di por­tare avanti la sua eredità e il suo compito meglio che ho potuto. E perciò sono certo che ancora oggi la sua bon­tà mi accompagna e la sua benedizione mi protegge.

 

Gianni De Luca

Nasce in Abruzzo, a Tagliacozzo in provincia dell'Aquila. Dopo avere conseguito il diploma di ragioniere e perito commerciale, si trasferisce a Roma, dove, attualmente, vive e lavora. Laureatosi in Economia e Commercio lavora due anni in Revisione e Certificazione dei bilanci prima di iniziare a collaborare con uno Studio associato di Dottori Commercialisti della Capitale. Decide, ad un certo punto, di seguire la nuova via che gli si è aperta e, così, consegue prima il Magistero in Scienze Religiose presso l'Istituto Mater Ecclesiae e, poi, la Licenza in Teologia dogmatica presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino in Urbe "Angelicum". Attualmente lavora come Insegnante di Religione cattolica negli Istituti di Istruzione superiore di Roma. Appassionato di Sacra Scrittura, tiene conferenze, anima da circa 20 anni un incontro biblico, presso l'Istituto M. Zileri delle Orsoline Missionarie del Sacro Cuore in Roma, e da circa 10 la Lectio divina sulle letture della Domenica presso la Basilica parrocchiale di Sant'Andrea delle Fratte. Animatore del gruppo di preghiera "I 5 Sassi", è organizzatore di pellegrinaggi e ritiri spirituali.


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