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Atti degli Apostoli – La prima omelia di Pietro
a2, Sacra Scrittura

Atti degli Apostoli – La prima omelia di Pietro

Gianni De Luca
15 novembre 2016

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Discorso di Pietro alla folla

14Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così: «Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme, vi sia ben noto questo e fate attenzione alle mie parole: 15Questi uomini non sono ubriachi come voi sospettate, essendo appena le nove del mattino. 16Accade invece quello che predisse il profeta Gioele:

17Negli ultimi giorni, dice il Signore,

Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri giovani avranno visioni e i vostri anziani faranno dei sogni. 18E anche sui miei servi e sulle mie serve in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi profeteranno. 19Farò prodigi in alto nel cielo e segni in basso sulla terra, sangue, fuoco e nuvole di fumo.

20Il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue, prima che giunga il giorno del Signore, giorno grande e splendido. 21Allora chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.

22Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete -, 23dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l’avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l’avete ucciso. 24Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. 25Dice infatti Davide a suo riguardo:

Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; poiché egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. 26Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua; ed anche la mia carne riposerà nella speranza, 27perché tu non abbandonerai l’anima mia negli inferi, né permetterai che il tuo Santo veda la corruzione. 28Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza.

29Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e la sua tomba è ancora oggi fra noi. 30Poiché però era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, 31previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, la sua carne vide corruzione.

32Questo Gesù Dio l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. 33Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire. 34Davide infatti non salì al cielo; tuttavia egli dice:

Disse il Signore al mio Signore: siedi alla mia destra, 35finché io ponga i tuoi nemici
come sgabello ai tuoi piedi.

36Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!».

Le prime conversioni

37All’udir tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». 38E Pietro disse: «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo. 39Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro». 40Con molte altre parole li scongiurava e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa». 41Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone.

Luca dedica tutto il secondo capitolo alla Pentecoste: lo inizia raccontando l’evento e lo conclude presentando la comunità cristiana ideale. All’interno di questi due quadri pone il discorso di Pietro. Per l’autore degli Atti due sono le energie che sorreggono l’inizio e la storia della Chiesa: lo Spirito Santo e la Parola di Dio. A testimonianza della potenza della Parola per suscitare la fede e far crescere la comunità cristiana, Luca riporta sei discorsi missionari, assegnandone tre a ciascuna delle due grandi figure apostoliche del suo scritto: Pietro e Paolo.

  1. A) Il primato della Parola: “Pietro, alzatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta …”

Come il Discorso della Montagna di Matteo è la” magna charta” del regno dei cieli, così questo primo discorso di Pietro è il documento che segna l’avvio della Chiesa. Luca intesse questo primo intervento dell’Apostolo entro un imponente quadro narrativo. Sono presenti” gli Undici” (il collegio apostolico al completo) e, come Pietro, anch’essi” si alzano in piedi” quando comincia il discorso. Il personaggio emergente è comunque Pietro: è lui che” parla a voce alta”, ponendosi in tal modo come portavoce dell’intero collegio apostolico e lasciando intendere che, del messaggio che si appresta a proporre e che riguarda” fatti non accaduti in segreto”, tutti gli apostoli presenti sono testimoni e garanti.” Parlò a voce alta”: così recita la versione italiana, ma è bene ricordare che il verbo greco” apophthéggomai” rinvia piuttosto ad un parlare ispirato, sapienziale: lo Spirito Santo ha davvero cambiato il pavido Pietro in araldo coraggioso e franco.

 Confutate rapidamente le reazioni sprezzanti di alcuni spettatori davanti agli effetti della discesa dello Spirito Santo sui discepoli (“Questi uomini non sono ubriachi come voi sospettate, essendo appena le nove del mattino”), Pietro illustra l’opera compiuta dallo Spirito, riferendo un brano di Gioele, che annunciava un tempo nel quale il dono della profezia, anziché essere appannaggio di pochi privilegiati, sarebbe stato concesso a tutti: figli e figlie, giovani e anziani, servi e serve.  Vede realizzati i tempi ultimi, preannunciati da Gioele, perché veramente tutti, senza esclusioni o privilegi, sono beneficiari del dono dello Spirito.

L’ultima frase della citazione profetica,” Allora chiunque invocherà il nome del Signore, sarà salvato”, interpreta in senso cristiano la profezia e prepara il successivo annuncio di Gesù Cristo.

  1. B) L’annuncio (Kérigma) di Pietro:” Uomini d’Israele, ascoltate queste parole…”

Questo nuovo invito a porgere ascolto segnala la seconda parte del discorso di Pietro e sottolinea l’importanza di quanto sta per essere proclamato. Si tratta del” Kérigma” = l’annuncio cristiano essenziale e centrale. L’Apostolo presenta Gesù richiamando i dati fondamentali della sua passione, morte, risurrezione e glorificazione. I miracoli e altri segni straordinari sono appena accennati (v. 22) come premessa per comprendere che Dio è sempre stato dalla parte di Gesù sia nella vita pubblica sia negli ultimi momenti della passione e morte in croce.

Del dramma del Calvario bisognava poi spiegarne il senso, perché una morte così tragica minacciava di oscurare la figura di Gesù, lo screditava davanti agli occhi dei Giudei che lo consideravano abbandonato da Dio. Pietro allora ricorre alla citazione di alcuni brani  del Vecchio Testamento, i Salmi 16 (vv. 1-8), 132 (v. 11), 110 (v. 1) e la profezia di 2 Sam 7,12, che permettono una lettura nuova dei fatti: nella persona di Gesù si è realizzato quanto gli autori ispirati di quei testi avevano annunciato. Le citazioni bibliche hanno la funzione di giustificare la risurrezione e di collocarla nel contesto messianico. La risurrezione infatti va intesa diversamente da una semplice liberazione dalla morte, essendo una intronizzazione regale e messianica: risurrezione e glorificazione sono intimamente connesse.

La ricchezza teologica dell’omelia di Pietro, prima e ufficiale interpretazione del mistero pasquale, si riscontra al v. 36 : “Sappia con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!”, dove , con sorprendente sintesi, sono contenuti  i principali titoli che definiscono la grandezza di Gesù, ”Signore e Cristo”.

Il primo (“Signore”) esprime la sua divinità, essendo il nome con il quale l’Antico Testamento chiama Dio; il secondo (“Cristo”) afferma la sua messianicità. In Gesù di Nazareth si incontra quella pienezza di vita che, in seguito, dalla riflessione teologica sarà espressa con la formula:” ero Dio e vero uomo”.

  1. C) Invito alla conversione:” All’udir tutto questo si sentirono trafiggere il cuore…”

Luca introduce, con grande arte drammatica, la reazione degli ascoltatori alle parole di Pietro, dicendo che” si sentirono trafiggere il cuore”. Nell’antropologia biblica il” cuore” non è semplicemente la sede dei sentimenti, degli affetti e dell’amore, è il nucleo più profondo della persona, il luogo segreto dove maturano le riflessioni più intime e si prendono le decisioni più importanti. Il messaggio dell’Apostolo raggiunge questo nucleo segreto e profondo degli ascoltatori, sconvolgendolo. Di qui la domanda:” che cosa dobbiamo fare, fratelli?”.

La risposta è immediata e categorica:” cambiate pensieri e ragionamenti” (questo il senso del primo imperativo:” pentitevi”) e” ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo per la remissione dei vostri peccati” (credete, cioè, nella morte e risurrezione del Signore e percorrete la via della Croce),” salvatevi da questa generazione perversa” (non abbiate più nulla da spartire con la mentalità mondana). La risposta di Pietro non è soltanto una serie di imperativi. Contiene una stupenda promessa:” Riceverete il dono dello Spirito Santo”, che è sicura garanzia di una vita rinnovata nell’amore. E il dono della salvezza mediante lo Spirito donato dal Risorto non è offerto al solo Israele – questa è la novità del discorso di Pietro – ma a chiunque, anche ai” lontani”, che il Signore vorrà chiamare.  A sostegno di questa affermazione c’è la citazione di Gioele:” chiunque invocherà il nome del Signore, sarà salvo” (Gl 3,5). Questa frase acquista in questo contesto un duplice valore, poiché è rivolta sia alla variegata diaspora giudaica che sta ascoltando Pietro sulla piazza di Gerusalemme sia a tutti coloro che ascolteranno in futuro la predicazione apostolica.

D)” Si aggregarono a loro circa tremila persone”

Questa annotazione numerica delle persone che si aggregano risente del gusto lucano di precisazione storica. Legittima arriva la domanda se tale numero sia da intendere in modo rigorosamente aritmetico o se non sia da prendere in modo simbolico. Occorre dire che più della cifra, simbolica o reale, è importante il fatto che la salvezza viene offerta a tutti e non solo a pochi eletti. L’adesione massiccia dei credenti dimostra la vitalità della comunità ecclesiale sotto la guida dello Spirito mediante la parola degli apostoli.

Luca adopera il verbo” aggregare” (in greco” prosthitémi“) per significare l’entrare a far parte della comunità cristiana e per specificare che, coloro che si aggregavano, credevano nel Signore, anzi ”aderivano al Signore” mettendosi con  slancio alla sua sequela.

 

Gianni De Luca

Nasce in Abruzzo, a Tagliacozzo in provincia dell'Aquila. Dopo avere conseguito il diploma di ragioniere e perito commerciale, si trasferisce a Roma, dove, attualmente, vive e lavora. Laureatosi in Economia e Commercio lavora due anni in Revisione e Certificazione dei bilanci prima di iniziare a collaborare con uno Studio associato di Dottori Commercialisti della Capitale. Decide, ad un certo punto, di seguire la nuova via che gli si è aperta e, così, consegue prima il Magistero in Scienze Religiose presso l'Istituto Mater Ecclesiae e, poi, la Licenza in Teologia dogmatica presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino in Urbe "Angelicum". Attualmente lavora come Insegnante di Religione cattolica negli Istituti di Istruzione superiore di Roma. Appassionato di Sacra Scrittura, tiene conferenze, anima da circa 20 anni un incontro biblico, presso l'Istituto M. Zileri delle Orsoline Missionarie del Sacro Cuore in Roma, e da circa 10 la Lectio divina sulle letture della Domenica presso la Basilica parrocchiale di Sant'Andrea delle Fratte. Animatore del gruppo di preghiera "I 5 Sassi", è organizzatore di pellegrinaggi e ritiri spirituali.


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