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16 dicembre: Sant’Aggeo profeta
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16 dicembre: Sant’Aggeo profeta

Gianni De Luca
16 dicembre 2016

Oggi, 16 dicembre, giorno di svolta dell’Avvento e inizio della Novena del Natale, il Martirologio Romano ci fa leggere: Commemorazione di Sant’Aggeo, profeta, che, al tempo di Zorobabele, re di Giuda, esortò il popolo a riedificare la casa del Signore, nella quale affluiranno le ricchezze di tutte le genti.

Anche oggi, dunque, la Chiesa commemora uno dei profeti biblici cosiddetti “minori”, minori solo per la brevità dei loro testi. L’immagine è tratta dalla serie dei profeti raffigurati sulla “cupola dell’Emmanuele” nella Basilica di san Marco a Venezia.

Aggeo regge un cartiglio: Ecce veniet Desideratus cunctis gentibus = Ed ecco verrà il Desiderato da tutte le nazioni… una delle sue profetiche parole riferite al Messia, Ag 2,8 secondo la Vulgata, in Italiano non cercatelo perché non c’è più: la revisione della Nova Vulgata, ha tradotto con più fedeltà il versetto e ha dovuto lasciar fuori dalla Bibbia questa interpretazione di san Gerolamo, anche se immortalata pure nell’Antifona “O” del 22 dicembre.

È lo stesso Gerolamo che forza la versione ebraica di questo passo in cui il profeta annuncia che Dio “scuoterà tutte le nazioni e affluiranno le ricchezze di tutte le genti” a Gerusalemme per lo splendore del tempio che il popolo d’Israele è impegnato a ricostruire dopo l’esilio in Babilonia.

Le ricchezze che affluiscono per il tempio che risorge è il segno dell’approssimarsi dell’era messianica e per Girolamo sono ovviamente ciò che è “desiderato”, “atteso”. E da ciò che è desiderato a colui che è Il Desiderato, il passo è breve….: si attende il Messia! Gerolamo, per questa trovata interpretativa, così come i compilatori del Graduale Romanum, che collocano il versetto in questione in un’antifona per la IV domenica d’Avvento, dovevano avere ben presente l’etimologia latina della parola desideratus, cioè: de sideradalle stelle. 

Secondo gli antichi la soddisfazione di un grande desiderio può venire soltanto dalle stelle e desideratus è colui che scende dalle stelle e appaga definitivamente la brama di attesa di tutte le genti.

Vi ricorda niente? Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo….

 

Fonte:  www.cantualeantonianum.com

Dal «Commento su Aggeo» di san Cirillo d’Alessandria, vescovo

(Cap. 14; PG 71, 1047-1050)
Il mio nome è glorificato tra le genti

Al tempo della venuta del nostro Salvatore apparve un tempio divino senza alcun confronto più glorioso, più splendido ed eccellente di quello antico. Quanto superiore era la religione di Cristo e del Vangelo al culto dell’antica legge e quanto superiore è la realtà in confronto alla sua ombra, tanto più nobile è il tempio nuovo rispetto all’antico.

Penso che si possa aggiungere anche un’altra cosa. Il tempio era unico, quello di Gerusalemme, e il solo popolo di Israele offriva in esso i suoi sacrifici. Ma dopo che l’Unigenito si fece simile a noi, pur essendo «Dio e Signore, nostra luce» (Sal 117, 27), come dice la Scrittura, il mondo intero si è riempito di sacri edifici e di innumerevoli adoratori che onorano il Dio dell’universo con sacrifici ed incensi spirituali.

E questo, io penso, è ciò che Malachia profetizzò da parte di Dio: Io sono il grande Re, dice il Signore; grande è il mio nome fra le genti, e in ogni luogo saranno offerti l’incenso e l’oblazione pura (cfr. Ml 1, 11).

Da ciò risulta che la gloria dell’ultimo tempio, cioè della Chiesa, sarebbe stata più grande. A quanti lavorano con impegno e fatica alla sua edificazione, sarà dato dal Salvatore come dono e regalo celeste Cristo, che è la pace di tutti. Noi allora per mezzo di lui potremo presentarci al Padre in un solo Spirito (cfr. Ef 2, 18).

Lo dichiara egli stesso quando dice: Darò la pace in questo luogo e la pace dell’anima in premio a chiunque concorrerà a innalzare questo tempio (cfr. Ag 2, 9). Aggiunge: «Vi do la mia pace» (Gv 14, 27). E quale vantaggio questo offra a quanti lo amano, lo insegna san Paolo dicendo:

La pace di Cristo, che sorpassa ogni intelligenza, custodisca i vostri cuori e i vostri pensieri (cfr. Fil 4, 7). Anche il saggio Isaia pregava in termini simili: «Signore, ci concederai la pace, poiché tu dai successo a tutte le nostre imprese» (Is 26, 12).

A quanti sono stati resi degni una volta della pace di Cristo è facile salvare l’anima loro e indirizzare la volontà a compiere bene quanto richiede la virtù.

Perciò a chiunque concorre alla costruzione del nuovo tempio promette la pace. Quanti dunque si adoperano a edificare la Chiesa o che sono messi a capo della famiglia di Dio (cfr. Ef 2, 22) come mistagoghi, cioè come interpreti dei sacri misteri, sono sicuri di conseguire la salvezza.

Ma lo sono anche coloro che provvedono al bene della propria anima, rendendosi roccia viva e spirituale (cfr. 1 Cor 10, 4) per il tempio santo, e dimora di Dio per mezzo dello Spirito (cfr. Ef 2, 22).

Preghiamo:

Beati quelli che abitano la tua casa, Signore perché sempre canteranno le tue lodi. Nazioni numerose aderiranno in quel giorno a te, o Signore, e diverranno tuo popolo e sempre canteranno le tue lodi.

Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore, perché, sorretti dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo mai di operare il bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

Gianni De Luca

Nasce in Abruzzo, a Tagliacozzo in provincia dell'Aquila. Dopo avere conseguito il diploma di ragioniere e perito commerciale, si trasferisce a Roma, dove, attualmente, vive e lavora. Laureatosi in Economia e Commercio lavora due anni in Revisione e Certificazione dei bilanci prima di iniziare a collaborare con uno Studio associato di Dottori Commercialisti della Capitale. Decide, ad un certo punto, di seguire la nuova via che gli si è aperta e, così, consegue prima il Magistero in Scienze Religiose presso l'Istituto Mater Ecclesiae e, poi, la Licenza in Teologia dogmatica presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino in Urbe "Angelicum". Attualmente lavora come Insegnante di Religione cattolica negli Istituti di Istruzione superiore di Roma. Appassionato di Sacra Scrittura, tiene conferenze, anima da circa 20 anni un incontro biblico, presso l'Istituto M. Zileri delle Orsoline Missionarie del Sacro Cuore in Roma, e da circa 10 la Lectio divina sulle letture della Domenica presso la Basilica parrocchiale di Sant'Andrea delle Fratte. Animatore del gruppo di preghiera "I 5 Sassi", è organizzatore di pellegrinaggi e ritiri spirituali.


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