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Papa Francesco all’Udienza: «gli idoli danno solo false speranze»
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Papa Francesco all’Udienza: «gli idoli danno solo false speranze»

Redazione Infovaticana
11 gennaio 2017

«Il mondo ci presenta delle false speranze, attraverso degli idoli in cui l’uomo è continuamente tentato di riporre la fiducia, facendone oggetto della sua speranza». Lo ha detto questo mattina Papa Francesco nel corso della consueta Udienza Generale del mercoledì. Il Pontefice ha dedicato la sua catechesi al Salmo 115, per ribadire che invece è la «Sacra Scrittura che ci mette in guarda contro queste false speranza e smaschera l’inutilità e l’insensatezza degli idoli mondani».

La vera dimostrazione di Fede, ha proseguito Francesco, è quella di «fidarsi di Dio; ma viene il momento in cui , scontrandosi con le difficoltà della vita, l’uomo sperimenta la fragilità di quella fiducia e sente il bisogno di certezze diverse, di sicurezze tangibili, concrete». Per questo motivo l’uomo arriva alla tentazione di cercare consolazioni che il Papa ha definito effimere, che « che sembrano riempire il vuoto della solitudine e lenire la fatica del credere», ma in realtà è una mera illusione. Bergoglio ha ammonito parlando di una falsa sicurezza che spesso viene cercata «nel denaro, nelle alleanze con i potenti, nella monadnità e nella false ideologie» oppure, peggio ancora, i cristiani commettono l’errore di cercare «un dio che possa piegarsi alle nostre richieste e magicamente intervenire per cambiare la realtà e renderla come noi la vogliamo. Un idolo, appunto, che in quanto tale – ha ribadito il Papa – non può fare nulla perché è impotente e menzognero».

Poi Francesco ha raccontato un aneddoto personale risalente ai suoi anni a Buenos Aires: «Una volta stavo camminando per un parco, pieno di piccoli tavolini, ma tanti, dove c’erano seduti i veggenti ed era pieno di gente, facevano anche la coda. Tu gli davi la mano e lui incominciava, il discorso è sempre lo stesso: ‘C’è una donna nella tua vita, c’è un’ombra che viene…’ ma tutto riusciva bene. E poi pagavi, e questo ti dà sicurezza». Questo atteggiamento e queste pratiche, ha detto il Pontefice, «sono delle stupidaggini, degli idoli. E mi fanno pensare a quel film “Miracolo a Milano”: dove con 100 lire, ti fai pagare perché ti lodino e ti diano una falsa speranza».

Questi atteggiamenti di idolatria hanno come conseguenza diretta che si è «più contenti di andare dagli idoli che di andare dal Signore» ha detto Bergoglio. «Anche noi uomini di Chiesa – ha poi aggiunto – corriamo questo rischio di trovare degli idoli nella sicurezza che può dare il denaro, nelle alleanze con i potenti, nella mondanità, nelle false ideologie».

Prima di concludere la sua catechesi, per larga parte a braccio, il Papa ha raccontato un’altra sua esperienza personale, legata all’idolo spesso rappresentato da quel crimine che è l’aborto. «Fa dolore all’anima – ha detto – quello che anni fa ho sentito nell’altra diocesi: una brava donna e molto bella, che ha confidato di aver dovuto abortire perché la sua figura professionale era molto importante. Questi sono gli idoli».

L’unica possibilità di salvezza, ha concluso, è invece quella della vera e unica speranza rappresentata dal Signore. «Confidando nel Signore – ha affermato – si diventa come Lui, la sua benedizione ci trasforma, ci trasforma in suoi figli, che condividono la sua vita. La speranza in Dio ci fa entrare, per così dire, nel raggio d’azione del suo ricordo, della sua memoria che ci benedice e ci salva. E questo Dio, che non è un idolo, non delude mai»

Redazione Infovaticana

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