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Il cardinale Piacenza: laici devono essere protagonisti. E parla dei dubia su Amoris Laetitia
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Il cardinale Piacenza: laici devono essere protagonisti. E parla dei dubia su Amoris Laetitia

Gabriel Ariza
22 febbraio 2017

Il cardinale Piacenza, a Alcala de Henares per insegnare un corso per i sacerdoti della diocesi, ha elogiato la vivacità della diocesi, in particolare l’adorazione del Santissimo e la disponibilità di sacerdoti a confessare. Ha anche elogiato Papa non risposta a Dubia dei quattro cardinali.

Juan Antonio Reig, Vescovo di Alcalá, ha invitato ieri il cardinale ad un incontro con i giornalisti, in occasione della visita dello stesso Piacenza nella città che fu di Cervantes. Di seguito un estratto delle parole di Don Juan Antonio Reig, raccolte da Infovaticana Spagna, presente all’evento

Il cardinale Piacenza, originario di Genova, ha fornito numerosi servizi per sua arcidiocesi, quasi sempre legati alla didattica. Ha servito la diocesi nel campo della pastorale universitaria ed è stato presidente del pontificio consiglio per i Beni Culturali della Chiesa. Papa Benedetto lo chiamò prima come segretario e poi come prefetto della Congregazione per il Clero. Papa Francesco lo volle, nell’anno di misericordia, nel cuore di ciò che è stato lo stesso Giubileo, e così lo ha chiamato al lavoro della Penitenzieria Apostolica, il cuore della misericordia stessa, che il Papa vuole promuovere in tutta la Chiesa.

Nel corso del colloquio con i giornalisti il cardinale ha risposto a molte domande, anche sui Dubia dei quattro cardinali al Papa per l’Amori Laetitia. Secondo Piacenza il Papa non ha voluto rispondere ai dubia perché egli aveva risposto virtualmente secondo il documento stesso. È dunque chiaro che lo stesso Pontefice ha capito di aver già chiarito quello che c’era da chiarire. Dell’esortazione post-sinodale, secondo il cardinale, ci sono varie chiavi di lettura, perché tutto dipende dalle persone che la leggono e dal tipo di preparazione che hanno sull’argomento. C’è chi è più erudito e conosce bene la teologia del matrimonio, ma chi è più distante da questa conoscenza forse è normale avere dei punti interrogativi. Questo ovviamente non è – o non dovrebbe essere – il caso dei quattro cardinali, ma tra tante gente ci possono essere dei dubbi. Papa Francesco però è consapevole di questo che si debba naturalmente dialogare per spiegare bene e risolvere i punti che suscitano interrogativi.

Per quanto riguarda le situazioni sia oggettive che soggettive da discernere e il sacramento della penitenza, alla domanda di Juan Luis Vazquez, di “Alfa e l’Omega”, il cardinale ha chiarito che il Papa «ha voluto dare grande enfasi sulla famiglia e sull’amore in quanto tale e non ha voluto fare una rivoluzione nei sacramenti».

Il Cardinale Piacenza si è poi soffermato sulla sua personale visita alla diocesi spagnola, dicendosi molto onorato dell’invito ricevuto e stupito da quanto visto. «Sono molto contento – ha detto – di aver visto soprattutto il Santissimo esposto in più luoghi e molti sacerdoti che confessavano e questo per me è un grande segno di speranza, perché si tratta di nuova evangelizzazione». E la nuova evangelizzazione, ha proseguito, non è una cosa così scioccante come si potrebbe pensare, anzi è come l’acqua, che magari non fa rumore ma irriga i campi e lascia tutto innaffiato. «È veramente meraviglioso – ha aggiunto – vedere questa intimità che si crea tra la persona che prega il Signore esposto».

Il giornalista Faustino Catalina, di “Cope”, ha poi chiesto al cardinale cosa ne pensa della presenza dei laici nella vita della Chiesa. «Il laico – ha detto – deve essere un protagonista, perché non è in disparte, ma è immerso nelle cose della Chiesa». Secondo Piacenza i laici, però, devono fare attenzione a non essere clericalizzati. «I laici – al contrario – devono fare molta strada in molti settori diversi che sono quelli economici, giuridici, finanziari, medici, politici, artistici». Questo è anche uno dei ruoli e delle ragion d’essere della nuova evangelizzazione, perché è bene che i laici facciano anche alcune cose come i sacerdoti (come leggere o dare la comunione se necessario) ma «non va bene confondere le carte». In tal senso è impensabile un prete che si occupa di cose che non dovrebbe, come la politica o l’economia.

Gabriel Ariza


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