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“Essere Donna nella Chiesa”, il volume delle studentesse della Lateranense
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“Essere Donna nella Chiesa”, il volume delle studentesse della Lateranense

Salvatore Tropea
3 maggio 2017

Domani, Giovedì 4 maggio alle ore 17 presso l’Aula Paolo VI della Pontificia Università Lateranense viene presentato il libro “Essere Donna nella Chiesa” a cura della prof.ssa Chiara Ariano e di diciotto studentesse della Pul autrici dei vari capitoli del volume.

Alla presentazione, dopo i saluti di S.E. Mons. Enrico dal Covolo, Magnifico Rettore dell’Ateneo, parteciperanno la prof.ssa Angela Ales Bello e la prof.ssa Chiara Palazzini, entrambe docenti della Pul e, per le studentesse autrici, interverranno Caterina Pallaro e Arcelia Hernandez Helizondo. A moderare l’incontro il vaticanista del TG2 Enzo Romeo, già autore del libro “Papa Francesco e le Donne”.

Il libro “Essere Donna nella Chiesa” è il risultato finale del più ampio progetto “Donna, custode del creato”, che si è articolato durante lo scorso anno accademico a partire dall’enciclica “Laudato Si” di Papa Francesco, per svilupparsi attraverso l’analisi di tematiche attinenti alle peculiarità della figura e del ruolo femminile, specialmente nella Chiesa. L’enciclica è stata anche oggetto di studio nel viaggio in Sud America (durato un mese), prima nell’Università Cattolica di Santiago del Cile, poi nella Università Cattolica di Buenos Aires, al quale le studentesse hanno partecipato nell’estate del 2016.

Pur dimostrando un’evidente preoccupazione verso la casa comune, l’enciclica di Papa Francesco non è soltanto un appello ecologista, ma è anche e soprattutto una critica radicale del declino dei valori e dell’incapacità di una convivenza comune ed equilibrata. Il Pontefice, su esempio di San Francesco, paragona la Terra alla figura femminile che, soprattutto negli ultimi anni, è stata dominata e abusata, e continua tutt’oggi a soffrire. È stato questo, dunque, il punto di partenza del progetto, che ha poi permesso alle ragazze di analizzare la figura della donna, la sua identità e la sua evoluzione nella società, fino ad arrivare al giorno d’oggi, dove ci si trova immersi in un mondo dominato da una insana parità tra sessi. Insana poiché donna e uomo non possono avere le stesse caratteristiche, ogni sesso ha la propria originalità e confonderli vorrebbe dire non realizzare le ricchezze proprie di ognuno.

Il tutto è stato accompagnato dallo studio del concetto di persona partendo dall’etimologia della parola e seguendo l’evoluzione dello stesso, attraverso grandi pensatori storici e contemporanei quali Sant’Agostino, San Tommaso, Boezio, Cartesio, Locke, Hume, Kant, Hegel, Paolo VI, Ford, Singer, Tooley e Engelhardt. Operando una distinzione fondamentale tra diritto e morale, sono stati affrontati anche argomenti di cronaca attuale come il ddl Cirinnà e le sue ripercussioni soprattutto in tema di adozioni, utero in affitto e fecondazione eterologa, definita dai media come gestazione altruistica, linguaggio volutamente alternativo, poiché c’è il rischio di ritrovarsi su quel pendio scivoloso che legittima pratiche che generano conseguenze assurde. A tal proposito, una delle domande che il progetto si è posto – e a cui si è cercato di rispondere – è stata: “la cultura può prevalere sulla natura?” o anche “tutto ciò che è scientificamente realizzabile è anche eticamente accettabile?”.

Il libro “Essere Donna nella Chiesa” analizza quindi la figura della donna all’interno della stessa, il suo percorso, il contributo che ha dato e quello che può dare e si articola in 4 capitoli, dove ogni studentessa si è occupata della redazione di un paragrafo. Il primo capitolo si intitola “I volti della femminilità nella storia della Chiesa”, ed è stato realizzato da Bianca Gervasio, Melissa Arduini, Rosetta Chiara Conigliaro, Eleonora Maruzzi, Arcelia Hernandez Elizondo e Angela Rachel Bilèguè; il secondo “Il genio femminile: aspetti teologici ed antropologici” a cura di Marina Eirini Kapella, Maria Giovanna Gruosso, Laura Spaziani e Caterina Pallaro; il terzo “La dignità della donna e la sua vocazione” di Marianna Menga, Marika Micoli, Rossella Aggazio, Erika Maria Iannello; ed infine il quarto “Il pensiero di Edith Stein nella prospettiva di identità e differenza” di Ludovica Cesari, Maria Spada, Bruna Rende ed Elena Faggion.

Salvatore Tropea

Classe 1992, Calabrese, dopo aver conseguito la maturità scientifica nel suo paese (Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria), consegue la laurea in Scienze della Comunicazione, percorso “Giornalismo, Uffici Stampa e Relazioni Pubbliche”, presso la Libera Università Maria SS. Assunta – LUMSA di Roma. Collabora da diversi anni con il mensile locale “L’Eco del Chiaro” e con il giornale studentesco della Pontificia Università Lateranense. Appassionato a livello dilettantistico di Fotografia, ha partecipato, con questo incarico, al First International Meeting of Young Catholics for Social Justice che si è svolto dal 20 al 24 Marzo 2013 a Roma e fa parte del Board dell’Osservatorio Internazionale dei Giovani Cattolici. Da diversi anni svolge servizio di volontariato a Lourdes con l’associazione scoutistica OPFB-onlus, di cui è stato responsabile nella pattuglia/staff nazionale per Foto e Video e ne cura l’aspetto social, ed è segretario del Leo Club Roma Urbe, con il quale si impegna nel sociale con varie attività di volontariato e raccolta fondi. Attualmente - dopo aver frequentato il Master di I livello in Digital Journalism presso la Pontificia Università Lateranense, con il quale ha svolto due mesi di stage presso la redazione italiana di Radio Vaticana - frequenta il Master in Giornalismo della Lumsa di Roma. Da aprile 2017 a giugno 2017 ha svolto uno stage di tre mesi presso Il Venerdì di Repubblica. @tropea92


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