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L’Università di Roma Tre discrimina i Cattolici. Censurata sopravvissuta all’aborto
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L’Università di Roma Tre discrimina i Cattolici. Censurata sopravvissuta all’aborto

Salvatore Tropea
18 maggio 2017

In Italia vige la libertà di manifestazione del pensiero? In Italia c’è apertura per le idee di chiunque? No.

O meglio, sì, ma a senso unico. E chi viene discriminato per le proprie posizioni sono i cattolici. Ultimo fattaccio in tal senso oggi, all’Università degli studi di Roma Tre, dove doveva essere presente Gianna Jessen, la nota testimone americana diversamente abile sopravvissuta ad un aborto. Doveva, perché i “malumori” di alcuni docenti ideologizzati – così li ha definiti il preside della facoltà che aveva organizzato l’incontro – hanno protestato fino a costringere il cappellano dell’Ateneo, don Francesco, a trasferire l’evento dalle aule universitaria alla vicina Basilica di San Polo fuori le Mura.

Ma è stato proprio il preside della Facoltà della Scuola di Lettere, Filosofia e Lingue di Roma Tre, il professore Claudio Giovanardi, a denunciare l’accaduto, definendolo «una gravissima intolleranza». Giovanardi ha dichiarato, come riporta anche il sito di Avvenire, che non è stato lui a chiudere le porte dell’ateneo alla Jessen. «Voglio che si sappia – ha detto – che io non ho revocato nessun permesso: avevo dato il via libera due settimane fa all’incontro degli studenti nella mia facoltà di Lettere con Gianna Jessen, e quel via libera per quanto mi riguarda è tuttora valido. A creare il problema sono stati i malumori di alcuni docenti», che si sono appigliati a un cavillo formale per censurare la testimonianza contro l’aborto. 

Lo stesso Preside questa mattina ha inviato una circolare interna ai docenti, scrivendo che non tollera «simili pregiudizi ideologici. In una università – ha scritto Giovanardi – dove si formano i giovani, è importante ascoltare le testimonianze, senza censurare alcuna voce e soprattutto senza apriorismi».

Ma ecco come si sono svolti i fatti e come si è arrivati a questo inquietante epilogo, come ha raccontato il Preside: «gli studenti avevano diffuso una locandina che conteneva un’inesattezza nella forma. Anziché citare la Scuola di Lettere, Filosofia e Lingue, attribuiva l’incontro al Dipartimento di Studi Umanistici». A questo errore si sono appigliati per chiedere di annullare l’iniziativa. «Io invece – chiarisce Giovanardi – ho risolto nel modo più semplice, chiedendo di ritirare le locandine pietra dello scandalo e tenere regolarmente la conferenza oggi pomeriggio nelle nostre aule universitarie, come previsto da settimane».

La conferenza ugualmente tenutasi ma a San Paolo fuori le Mura – fotogramma da un video pubblicato su Facebook da CitizenGO Italia

Ma dopo le proteste di chi ha voluto l’annullamento dell’incontro, è stato il cappellano di Roma Tre, don Francesco, ad intervenire e trasferire l’evento nella cappellania dell’Università, appunto la vicina San Paolo fuori le Mura. Giovanardi ha infine espresso solidarietà e disponibilità al sacerdote, commentando di nuovo l’accaduto con parole di fuoco per i docenti così fortemente ideologizzati: «Da non praticante, devo dire che oggi si tollera tutto, in Italia, tranne che anche i cattolici possano esprimere il loro pensiero».

Un ulteriore commento, come riporta Avvenire, è arrivato dal gruppo Universitari per la Vita, che ha invitato a parlare Gianna Jessen. «Siamo una realtà di studenti apartitici e aconfessionali, non legati ad alcun movimento, alcuni dichiaratamente atei, ma tutti interessati al tema della vita» ha spiegato Chiara Chiessi. «Proprio per questo siamo stupefatti. E’ incredibile che proprio gli insegnanti, coloro che dovrebbero aprire le nostre menti, si siano opposti alla testimonianza pacifica di una persona, per di più adducendo un motivo tanto banale come la locandina».

Salvatore Tropea

Classe 1992, Calabrese, dopo aver conseguito la maturità scientifica nel suo paese (Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria), consegue la laurea in Scienze della Comunicazione, percorso “Giornalismo, Uffici Stampa e Relazioni Pubbliche”, presso la Libera Università Maria SS. Assunta – LUMSA di Roma. Collabora da diversi anni con il mensile locale “L’Eco del Chiaro” e con il giornale studentesco della Pontificia Università Lateranense. Appassionato a livello dilettantistico di Fotografia, ha partecipato, con questo incarico, al First International Meeting of Young Catholics for Social Justice che si è svolto dal 20 al 24 Marzo 2013 a Roma e fa parte del Board dell’Osservatorio Internazionale dei Giovani Cattolici. Da diversi anni svolge servizio di volontariato a Lourdes con l’associazione scoutistica OPFB-onlus, di cui è stato responsabile nella pattuglia/staff nazionale per Foto e Video e ne cura l’aspetto social, ed è segretario del Leo Club Roma Urbe, con il quale si impegna nel sociale con varie attività di volontariato e raccolta fondi. Attualmente - dopo aver frequentato il Master di I livello in Digital Journalism presso la Pontificia Università Lateranense, con il quale ha svolto due mesi di stage presso la redazione italiana di Radio Vaticana - frequenta il Master in Giornalismo della Lumsa di Roma. Da aprile 2017 sta svolgendo uno stage di tre mesi presso Il Venerdì di Repubblica. @tropea92


ONE COMMENT ON THIS POST To “L’Università di Roma Tre discrimina i Cattolici. Censurata sopravvissuta all’aborto”

  1. Roberto Bernacchia ha detto:

    Vorrei conoscere i nomi di quei docenti che, appellandosi a un banale cavillo, hanno di fatto impedito l’incontro degli studenti con Gianna Jessen all’Università Roma Tre. Questo per valutare il grado di coerenza fra le loro idee e i loro sbandierati principia e il reale comportamento degli stessi, ben evidenziatosi in questo sconcertante episodio.

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