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La carità del Papa diventa Social. L’Obolo di San Pietro sbarca su Facebook
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La carità del Papa diventa Social. L’Obolo di San Pietro sbarca su Facebook

Salvatore Tropea
19 maggio 2017

La carità del Papa sbarca anche su Facebook, con la pagina ufficiale dell’Obolo di San Pietro. Dopo l’apertura dei profili Twitter e Instagram, l’Obolo è arrivato anche sul social network di Mark Zuckerberg. Come si legge in un comunicato diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede, l’obiettivo è quello di creare uno spazio virtuale aperto a tutti per condividere e far conoscere le opere di carità sostenute da questa secolare iniziativa».

«La scelta di utilizzare il social network più diffuso al mondo – spiega il comunicato – ha un duplice obiettivo. Da un lato creare una comunità aperta a tutti dove l’utilizzo di Facebook è capillarmente diffuso a cominciare dall’Italia; dall’altro condividere e raccontare l’attività di questo secolare Ufficio di Solidarietà». Questa iniziativa, inoltre, «intende favorire il dialogo con tutte quelle persone che hanno un intento comune, aiutare i più bisognosi e sostenere concretamente le opere di carità». Nel bollettino viene inoltre ribadito l’impegno dell’Obolo, che da secoli si impegna a sostenere piccoli e grandi progetti in tutto il mondo. Tra i progetti citati ci sono: l’ampliamento dell’Istituto “Filippo Smaldone” per bambini poveri e audiolesi di Kigali in Rwanda; l’assegnazione di dieci borse di studio per aiutare i giovani sfollati universitari del Kurdistan irakeno e l’apertura di una nuova scuola primaria per i bambini dalit in India. La nuova pagina Facebook servirà proprio a parlare e informare con approfondimenti e notizie circa queste e altre opere di carità.

La pagina in italiano sarà seguita nei prossimi mesi di settembre e ottobre dalle versioni in spagnolo e in inglese.

Come è noto, l’Obolo di san Pietro è, per la Chiesa, una forma di vivere la comunione con il Vescovo di Roma e consiste in un’offerta in denaro donato dai fede al Papa per essere poi distribuita a sostengo delle missioni della Chiesa e delle sue opere di carità. La colletta ha luogo in tutto il mondo e, in particolare, con le varie raccolte effettuate nella solennità dei Santi Pietro e Paolo il 29 giugno di ogni anno.

Salvatore Tropea

Classe 1992, Calabrese, dopo aver conseguito la maturità scientifica nel suo paese (Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria), consegue la laurea in Scienze della Comunicazione, percorso “Giornalismo, Uffici Stampa e Relazioni Pubbliche”, presso la Libera Università Maria SS. Assunta – LUMSA di Roma. Collabora da diversi anni con il mensile locale “L’Eco del Chiaro” e con il giornale studentesco della Pontificia Università Lateranense. Appassionato a livello dilettantistico di Fotografia, ha partecipato, con questo incarico, al First International Meeting of Young Catholics for Social Justice che si è svolto dal 20 al 24 Marzo 2013 a Roma e fa parte del Board dell’Osservatorio Internazionale dei Giovani Cattolici. Da diversi anni svolge servizio di volontariato a Lourdes con l’associazione scoutistica OPFB-onlus, di cui è stato responsabile nella pattuglia/staff nazionale per Foto e Video e ne cura l’aspetto social, ed è segretario del Leo Club Roma Urbe, con il quale si impegna nel sociale con varie attività di volontariato e raccolta fondi. Attualmente - dopo aver frequentato il Master di I livello in Digital Journalism presso la Pontificia Università Lateranense, con il quale ha svolto due mesi di stage presso la redazione italiana di Radio Vaticana - frequenta il Master in Giornalismo della Lumsa di Roma. Da aprile 2017 sta svolgendo uno stage di tre mesi presso Il Venerdì di Repubblica. @tropea92


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