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Ma chi è davvero un Cardinale?
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Ma chi è davvero un Cardinale?

Gianni De Luca
21 maggio 2017

Papa Francesco ha annunciato l’elezione di cinque nuovi cardinali, in un concistoro che si terrà il prossimo 28 giugno. Uno spunto questo per riscoprire la figura e il ruolo dei Cardinali all’interno della storia e della vita della Chiesa Universale, chiamati anche i Principi della Chiesa. Ecco perché.


Che cosa è un cardinale?

Il cardinalato è la dignità ecclesiastica più alta che segue immediatamente quella del Santo Padre, il Sommo Pontefice. I Cardinali sono i consiglieri più vicini al Papa nel governo della Chiesa Universale. Il compito fondamentale dei Cardinali del Collegio Cardinalizio è quello di eleggere il Successore di Pietro o di essere eletti, perché tutti i Cardinali anche quelli che non partecipano al conclave per eleggere il Successore di Pietro possono essere eletti.

Da dove deriva questa parola?

La parola “cardinale” è una parola di origine “medievale” che deriva dal latino ‘cardo’, ‘cardonis’ che significa perno, centro, punto di riferimento. Questa parola in un primo tempo si riferiva ai presbiteri iscritti, incardinati in una chiesa episcopale che era il perno della diocesi. Dopo, con l’andare del tempo, questa parola “cardinale” è stata riferita al clero, ai presbiteri di Roma che era il centro, il perno, non della diocesi ma della Chiesa Universale. La parola “cardinale” quindi deriva dal latino ‘cardo’ quindi perno, centro.

A quando risale il cardinalato

Il cardinalato come istituzione ecclesiastica risale al secolo quarto. Lo troviamo già come istituzione sotto il Pontificato di Silvestro I che è stato successore di Pietro tra il 315 e il 336. Certamente risale al secolo quarto l’istituzione del cardinalato come collegio cardinalizio. Questo vuol dire che allora il Papa si serviva del consiglio dei preti di Roma nel governo della Chiesa Universale. Questo è molto importante.

Come funziona il Sacro Collegio dei Cardinali

Il Sacro Collegio dei Cardinali, come i collegi prelatizi, funziona con regole proprie, concrete, molto precise, alcune risalenti a tempi antichi, ai secoli passati. La Chiesa nel secolo scorso ha voluto adattare queste regole ai nostri tempi stabilendo alcuni cambiamenti estremamente importanti.

Che ruolo hanno i tre ordini del cardinalato. Che cosa sono le sedi suburbicarie.

I tre ordini del cardinalato riflettono i tre gradi dei ministeri, cioè il sacramento dell’ordine: diaconato, presbiterato, episcopato. Il sacramento dell’ordine istituito da Cristo. Essi riflettono quindi i tre gradi del sacramento dell’ordine voluto e istituito da Cristo.
Questo vuol dire che i Cardinali vescovi rappresentano idealmente tutti i Vescovi del mondo, i Cardinali presbiteri rappresentano tutti i presbiteri del mondo e i Cardinali diaconi, la terza categoria, rappresenta tutti i diaconi del mondo. Il significato è molto chiaro.
Per quanto riguarda le Chiese Suburbicarie il discorso sarebbe molto lungo, cerco di essere il più sintetico possibile. Le Chiese Suburbicarie sono le sette chiese attorno a Roma, non a Roma ma nei dintorni di Roma. Le sette chiese che sono nate da altrettanti gruppi di cristiani formatisi a loro volta seguendo la predicazione di San Pietro. Quando Pietro venne a Roma non venne direttamente nella Città Eterna perché non vi conosceva nessuno. Rimase nei dintorni di Roma e da là annunciò il Vangelo, così tra i suoi seguaci sorsero quei sette gruppi di cristiani che hanno dato origine alle sette Chiese Suburbicarie.
Quando il Papa promuove un Cardinale diacono, un Cardinale presbitero a Cardinale Vescovo gli affida una di queste Chiese Suburbicarie, che sono Chiese di grandissimo prestigio, praticamente e realmente fondate da Pietro. Il Papa affida ai Cardinali promossi alla categoria di Vescovi, la prima categoria, non una Chiesa a Roma come agli altri cardinali, ma una di queste sette Chiese.
Naturalmente nessun Vescovo, nessun ecclesiastico, può essere promosso direttamente a Cardinale Vescovo. Il Papa, quando nomina un Cardinale, nomina Cardinali diaconi e Cardinali presbiteri, mai Cardinali vescovi direttamente. Il privilegio di promuovere un Cardinale a Cardinale vescovo dipende unicamente ed esclusivamente dal Papa e non deve passare dal concistoro. Generalmente sono nominati Cardinali Vescovi quei Cardinali diaconi o presbiteri che sono Cardinali da molti anni. Il principio è quello.  Ci sono però anche casi di Cardinali Vescovi nominati dopo essere stati Cardinali da pochi anni.
I Cardinali Vescovi formano il Consiglio privato del Papa. Questo gruppo di Cardinali è stato chiamato “collaterales pontificis”. Costituisce quel gruppo di Cardinali che, quando il Papa era malato o non poteva governare, governava la Chiesa Universale, ma non tutti insieme, uno al giorno.

Era davvero una decisione saggia.

 

Gli sviluppi nella storia del cardinalato dall’inizio fino ad oggi

Per quanto riguarda le funzioni principali del Collegio Cardinalizio non ci sono stati molti cambiamenti lungo la storia. Assolutamente no. Il grande cambiamento è avvenuto nel secolo scorso, quando è stato introdotto il principio secondo cui i cardinali che hanno raggiunto gli ottant’anni non possono partecipare al Conclave e quindi non possono eleggere il nuovo Papa, il nuovo Pontefice. Essi rimangano membri “pleno jure” del Collegio Cardinalizio, possono assistere alle congregazioni generali durante la sede vacante. Prima del conclave c’è una settimana pre-conclave a cui partecipano tutti i Cardinali del mondo per studiare i problemi della Chiesa di oggi. Tutti, anche gli ultra-ottantenni possono partecipare e partecipano a questa riunione, ma non al Conclave vero e proprio. Naturalmente questo è stato un cambiamento abbastanza importante, ma non dimentichiamo che è stato un cambiamento di diritto positivo, ecclesiastico. Il Papa volendo può cambiare questo principio.

Come si è evoluto il numero dei membri del Sacro Collegio nel corso dei secoli

Nel medioevo c’erano grandi variazioni. Non c’era un numero fisso. Alla fine del millecinquecento con Sisto V è stato stabilito che i Cardinali non oltrepassassero il numero di settanta. Settanta Cardinali. Alla fine dei millecinquecento però la quota è stata aumentata. Come sappiamo, Giovanni Paolo II ha oltrepassato il numero di settanta Cardinali. Oggi i cardinali sono circa duecento.

I dettagli dal decreto che il candidato all’elevazione riceverà dal Papa fino al rito del concistoro

Prima di tutto c’è l’annuncio ufficiale che il Papa ha deciso di promuovere alla dignità cardinalizia un candidato. Poi segue l’ordinazione episcopale dei candidati che il Papa promuoverà al cardinalato, se non sono già Vescovi. Questo è il principio generale. Ci sono però anche alcuni Cardinali che non sono Vescovi. In casi eccezionali, per esempio in età avanzata, per un ottantenne, o un novantenne, può non avvenire l’ordinazione a Vescovo. Successivamente avviene la nomina dei Cardinali in un concistoro, nel primo concistoro dopo l’annuncio del Papa. Naturalmente in quel concistoro il nuovo Cardinale riceve dal Papa l’ufficio di Cardinale diacono o presbitero, non di Cardinale Vescovo. Il Papa consegna le insegne, l’anello, lo zucchetto etc. Così si diventa Cardinali.

Il Concistoro per la creazione dei nuovi Cardinali, secondo il nuovo rito introdotto in occasione del Concistoro del 18 febbraio 2012, prevede i seguenti momenti:

  • Saluto, Orazione, Proclamazione del Vangelo (Mc 10, 32-45).
  • In apertura, il primo dei nuovi Cardinali, a nome di tutti, rivolge al Santo Padre un indirizzo di omaggio e gratitudine.
  • Allocuzione del Santo Padre.
  • Creazione dei nuovi Cardinali: il Santo Padre legge la formula di creazione, elencando i nomi dei nuovi Cardinali e annunciando l’Ordine Presbiterale o Diaconale al quale vengono assegnati:

“Fratelli carissimi, ci disponiamo a compiere un atto gradito e grave del nostro sacro ministero. Esso riguarda anzitutto la Chiesa di Roma, ma interessa pure l’intera comunità ecclesiale: chiameremo a far parte del Collegio dei Cardinali alcuni nostri Fratelli, perché siano uniti alla Sede di Pietro con più stretto vincolo, divengano membri del Clero di Roma, cooperino più intensamente al nostro servizio apostolico. Essi, insigniti della sacra porpora, dovranno essere intrepidi testimoni di Cristo e del suo Vangelo nella Città di Roma e nelle regioni più lontane. Pertanto, con l’autorità di Dio onnipotente, dei santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, creiamo e proclamiamo solennemente Cardinali di Santa Romana Chiesa questi nostri Fratelli…”

  • Professione di fede e giuramento dei nuovi Cardinali:

“Io N., Cardinale di Santa Romana Chiesa, prometto e giuro di rimanere, da ora e per sempre finché avrò vita, fedele a Cristo e al suo Vangelo, costantemente obbediente alla Santa Apostolica Chiesa Romana, al Beato Pietro nella persona del Sommo Pontefice N. e dei suoi successori canonicamente eletti; di conservare sempre con le parole e con le opere la comunione con la Chiesa cattolica; di non manifestare ad alcuno quanto mi sarà stato affidato da custodire e la cui rivelazione potrebbe arrecare danno o disonore alla Santa Chiesa; di svolgere con grande diligenza e fedeltà i compiti ai quali sono chiamato nel mio servizio alla Chiesa, secondo le norme del diritto. Così mi aiuti Dio onnipotente.”

  • Imposizione della berretta, consegna dell’anello cardinalizio e assegnazione del Titolo o della Diaconia:

– Ogni Cardinale, secondo l’ordine di creazione, si avvicina al Santo Padre e gli si inginocchia davanti. Il Santo Padre gli impone lo zucchetto e la berretta cardinaliziarossa come segno della dignità del Cardinalato, a significare che dovete essere pronti a comportarvi con fortezza, fino all’effusione del sangue, per l’incremento della fede cristiana, per la pace e la tranquillità del popolo di Dio e per la libertà e la diffusione della Santa Romana Chiesa.

– Il Papa consegna l’anello a ciascun Cardinale: “Ricevi l’anello dalla mano di Pietro e sappi che con l’amore del Principe degli Apostoli si rafforza il tuo amore verso la Chiesa.

– Quindi il Papa assegna al Cardinale una chiesa di Roma (Titolo o Diaconia) quale segno di partecipazione alla sollecitudine pastorale del Papa nell’Urbe.

– Il Santo Padre consegna la Bolla di creazione cardinalizia e di assegnazione del Titolo o della Diaconia e scambia con il neo Cardinale l’abbraccio di pace.

  • Il nuovo cardinale scambia poi con gli altri cardinali l’abbraccio di pace.
  • Il rito si conclude con la Preghiera del Signore, il Padre Nostro.

Il giorno successivo, nel corso della solenne Cappella Papale nella Basilica di San Pietro il Santo Padre presiede la concelebrazione della Santa Messa con i nuovi Cardinali.

Perché il colore rosso per i Cardinali 

Il rosso è un simbolo. Il fatto che il Cardinale si vesta di rosso significa che deve essere disposto a sacrificare la vita, a essere martire, per difendere la Chiesa e il Papa. Il significato del rosso è questo. Indica la disponibilità dei Cardinali a essere martiri per amore della Chiesa e di Dio. Questo è il perché del rosso.

 

Che abiti indossa un porporato

Un Porporato indossa l’abito corale, la tonaca rossa, una fascia rossa con il rocchetto bianco, la mantellina rossa, la mozzetta con lo zucchetto rosso. Questo è il vestito di un Cardinale. l’abito corale nel linguaggio tecnico. Questo è il simbolo del rosso. Poi nella vita privata un Cardinale veste la tonaca filettata come per esempio questa, o come un sacerdote con la croce.

L’ internazionalizzazione del Sacro Collegio cardinalizio

Questa è una questione molto importante. L’internazionalizzazione del Collegio Cardinalizio è cominciata con l’espansione dell’evangelizzazione in molti Paesi di tutti i continenti. C’è stata un’espansione del Vangelo, un allargamento della Chiesa e quindi si è rivelato necessario esprimere questa nuova realtà ecclesiale, missionaria anche a livello di Collegio Cardinalizio. Pio IX è stato il primo Papa a nominare dei Cardinali non europei provenienti dalle Americhe. Pio XII nei due concistori durante il suo pontificato, che è stato assai lungo, ha nominato cardinali quattordici Vescovi italiani e quarantadue stranieri da tutto il mondo. Questo è importantissimo. La linea di Pio XII è stata seguita, come sappiamo, da tutti, da Giovanni XXIII, da Paolo VI, da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI, e ora crediamo da Francesco.  L’origine dell’internazionalizzazione del Sacro Collegio Cardinalizio resta sempre l’espansione del Vangelo in tutti i continenti, sul comando di Gesù, espresso nel Vangelo di Matteo 28, 18-20: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

Il ruolo di un cardinale prefetto nella Curia Romana

Occorre premettere che nella Curia Romana ci sono due tipi di incarichi, ci sono le Congregazioni e i Consigli Pontifici, che costituiscono due realtà diverse. Le Congregazioni hanno potere esecutivo, mentre i Consigli pontifici non hanno potere esecutivo, rimangono “Consigli”, secondo l’etimologia della parola. Le Congregazioni attuali sono quelle per la Dottrina della fede, per le Chiese Orientali, per il Culto Divino e disciplina dei Sacramenti, per le Cause dei Santi, per l’Evangelizzazione dei Popoli, per il Clero, per la Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, per l’Educazione cattolica, e, infine, la Congregazione per i Vescovi.

I Pontifici Consigli, invece, attualmente sono: per i Laici, per l’Unità dei Cristiani, per la Famiglia, per promuovere Giustizia e Pace, Il Pontificio Consiglio Cor Unum, quello per la Pastorale dei Migranti e degli Itineranti, per la Pastorale della Salute, per i Testi Legislativi, per il Dialogo Interreligioso, per la Cultura, per le Comunicazioni Sociali, e, infine, per la Nuova Evangelizzazione. Il ruolo del Prefetto di una Congregazione è il ruolo di un capo che guida la Congregazione e risponde davanti al Papa del lavoro di quella Congregazione. Il Prefetto svolge il compito delicatissimo di guidare il dicastero, con la collaborazione, preziosissima, di un Segretario del dicastero, della congregazione, che è sempre un Arcivescovo, e di un Sottosegretario; il lavoro è davvero collegiale ma il responsabile rimane il Cardinale Prefetto alla guida del dicastero. Un’altra differenza fra Congregazione e Pontificio Consiglio è che a capo di una Congregazione c’è sempre un Cardinale, mentre a capo di un Pontificio Consiglio non c’è necessariamente un Cardinale. I capi delle Congregazioni si chiamano prefetti, i capi dei Consigli si chiamano Presidenti.  Anche questa è un’altra differenza. Il principio è che un Prefetto è sempre un Cardinale, un Presidente non necessariamente è un Cardinale.

 

Il ruolo del Cardinale Segretario di Stato

Il ruolo di Cardinale Segretario di Stato è quello di assistere il Papa negli affari quotidiani e nelle relazioni con gli Stati.

Il ruolo del Cardinale Decano

Il Cardinale Decano è il primo dei Cardinali, è lui che guida il Collegio Cardinalizio, che lo rappresenta, che parla a nome del Collegio Cardinalizio e che quando è eletto un nuovo Papa chiede all’eletto se accetta o no l’incarico. Questo è un ruolo molo importante.

 

Il ruolo del Cardinale Camerlengo

Il ruolo del Cardinale Camerlengo è quello di reggere la Santa Sede durante la “Sede Vacante”

 

Il ruolo del Cardinale Proto-Diacono

Il Cardinale Proto-Diacono ha il compito di annunciare l’”Habemus Papam”, cioè di annunciare il nome del nuovo Papa che ha accettato di diventare Papa, agli astanti in Piazza San Pietro, sempre piena in queste occasioni e in queste circostanze, e al mondo intero. Il Cardinale Proto-Diacono ha il ruolo di annunciare al mondo che c’è un nuovo Papa e di comunicarne quale nome Egli ha scelto.

Che cosa è la “Sede Vacante”

La “Sede Vacante” indica il tempo che intercorre tra la scomparsa comprovata del Papa e l’accettazione del nuovo eletto di fare il Papa. Si parla, quindi, di sede vacante con riguardo a questo spazio di tempo.

Lo spirito con cui un cardinale di Santa Romana Chiesa entra in un conclave (dalle testimonianze al riguardo)

Si entra in Conclave con sentimenti di grande serenità e con profondo senso della Chiesa in senso ecclesiale. Nella propria coscienza si pensa unicamente a vedere chi potrebbe essere il Papa per la Chiesa di oggi, con la massima serenità e con il più profondo senso ecclesiale.

Il ruolo del cardinale nel mondo e nella Chiesa di oggi

Il ruolo di un Cardinale nella Chiesa e nel mondo di oggi è il ruolo di sempre. I Cardinali oggi devono essere vicini al Papa nello studio e nelle possibili soluzioni di quei problemi che la società contemporanea pone alla Chiesa, perché la Chiesa vive nella società e con la società. Il Cardinale ha il compito di aiutare il Santo Padre a cercare di risolvere i problemi attuali: quindi il ruolo di sempre ma rivisto nella Chiesa del tempo in cui si vive.

Autore: Gianni De Luca

Fonti: vatican.va; La Curia Romana – Index – La Santa Sede; serviziopetrino.com – Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice: Modifiche al rito approvate da Benedetto XVI. Un concistoro fra tradizione e innovazione, a cura di Mons. Guido Marini

Gianni De Luca

Nasce in Abruzzo, a Tagliacozzo in provincia dell’Aquila. Dopo avere conseguito il diploma di ragioniere e perito commerciale, si trasferisce a Roma, dove, attualmente, vive e lavora.
Laureatosi in Economia e Commercio lavora due anni in Revisione e Certificazione dei bilanci prima di iniziare a collaborare con uno Studio associato di Dottori Commercialisti della Capitale.
Decide, ad un certo punto, di seguire la nuova via che gli si è aperta e, così, consegue prima il Magistero in Scienze Religiose presso l’Istituto Mater Ecclesiae e, poi, la Licenza in Teologia dogmatica presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino in Urbe “Angelicum”.
Attualmente lavora come Insegnante di Religione cattolica negli Istituti di Istruzione superiore di Roma.
Appassionato di Sacra Scrittura, tiene conferenze, anima da circa 20 anni un incontro biblico, presso l’Istituto M. Zileri delle Orsoline Missionarie del Sacro Cuore in Roma, e da circa 10 la Lectio divina sulle letture della Domenica presso la Basilica parrocchiale di Sant’Andrea delle Fratte. Animatore del gruppo di preghiera “I 5 Sassi”, è organizzatore di pellegrinaggi e ritiri spirituali.


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