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Dire sì al Signore. Un libro testimonia la vita sacerdotale, una vocazione per tutti
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Dire sì al Signore. Un libro testimonia la vita sacerdotale, una vocazione per tutti

Salvatore Tropea
26 maggio 2017

Testimonianze di vita, testimonianze di missioni, testimonianze di sacerdoti. Un libro per dire grazie proprio ai sacerdoti, ma anche per descrivere la bellezza di chi, con il proprio ministero, si spende per i più deboli, per i giovani, per le famiglie, per chi è emarginato, per chi vive la propria vocazione. Ogni giorno. Sempre. Parla di questo l’ultimo volume di don Francesco Cristofaro, sacerdote calabrese e parroco di Santa Maria Assunta a Simeri, in provincia di Catanzaro, ma da anni impegnato attivamente anche sui social e in Tv. Il titolo racchiude tutta l’essenza del libro stesso: “Il mio Sì al Signore. Testimonianze di Vita sacerdotali” (Tau Editrice, pp. 118).

«A seguito di un episodio triste che aveva interessato un sacerdote incolpato di pedofilia – spiega don Cristofaro – mi sono chiesto cosa potessi fare per mettere in luce la bellezza e la grandezza della missione sacerdotale. Una piaga nel corpo, seppur tanto dolorosa, non è tutto il corpo». Il sacerdote calabrese ha deciso così di raccogliere delle testimonianze di sacerdoti conosciuti sui social e che vivono e prestano il loro servizio e la loro missione dal Nord al Sud Italia in diversi ambiti, dalla parrocchia alle carceri, dagli ospedali alle scuole, nelle strutture di accoglienza, in radio e Tv, insomma tra la gente e con la gente come ci ricorda anche Papa Francesco. 

Nella prima parte del libro c’è una sezione dedicata alla figura sacerdotale: chi è il sacerdote? La chiamata, la risposta, la santità sacerdotale. Ci sono sacerdoti che ogni giorno si spendono per le anime e lo fanno con amore e dedizione. «Sembra strano dirlo – afferma don Cristofaro – ma in alcune piccole comunità, ancora oggi tutto ruota attorno alla parrocchia e alle sue attività. Con questo libro desidero mettere in risalto questo volto bello di Chiesa e di pastori con la “puzza delle pecore” che hanno detto sì al Signore e al Signore hanno consegnato la loro vita per la salvezza delle anime».

Dopo aver pensato al libro, per iniziarlo a scrivere, don Francesco ha fatto la sua proposta ad alcuni sacerdoti, ma senza conoscere la loro storia, la loro vocazione.

L’autore del libro, don Francesco Cristofaro

«Di loro sapevo solo che erano preti e di qualche altro qualcosina in più. La prima testimonianza che mi è arrivata – ricordo – che mi ha commosso fino a farmi scendere le lacrime fu la storia di un sacerdote di Salerno di 33 anni, don Raffele De Cristofaro. Lui scrive: “Cosa mi ha sempre colpito di Gesù? La sua lealtà. Non ha mai illuso i suoi discepoli che sarebbe stato tutto facile. Cosa mi spinge ad andare avanti? La certezza che lui è sempre con me”». 

«La seconda testimonianza che mi è arrivata – prosegue l’autore – è stata quella di Don Pasqualino Di Dio. Anche di lui conoscevo pochissimo, giusto qualche sms tra confratelli e niente più. Ma quando ho letto il titolo della sua testimonianza, restai senza parole. La sua testimonianza inizia così: “la domenica di Pasqua, ricevevo la chiamata telefonica da parte di Papa Francesco con la quale mi invitava a recarmi a Roma…”. Potete immaginare il proseguo della storia, soprattutto sapendo ciò che lui oggi fa dopo quella telefonata».

E poi altre testimonianze di Don Roberto Fiscer e la sua Radio fra le note in mezzo ai bambini del Gaslini (proprio in questi giorni il santo Padre è intervenuto in diretta in radio), Don Gaudioso Mercuri e la squadra di calcio per salvare i ragazzi dalla ‘ndrangheta, Don Antonio Murrone con il centro di accoglienza per gli ultimi, Don Antonio Mercuri dalle fabbriche alla vocazioni adulta, Don Massimo Fusari e la sua esperienza nelle carceri.

“Il mio si al Signore. Testimonianze di vita sacerdotali” è dunque un libro per tutti. Sacerdoti, seminaristi, missionari, parroci, religiosi, religiose. Ma anche famiglie, sposi, fidanzati, giovani. Perché tutti siamo chiamati a dare il nostro “sì al Signore”, e portare le testimonianze delle nostre vite.

Salvatore Tropea

Classe 1992, Calabrese, dopo aver conseguito la maturità scientifica nel suo paese (Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria), consegue la laurea in Scienze della Comunicazione, percorso “Giornalismo, Uffici Stampa e Relazioni Pubbliche”, presso la Libera Università Maria SS. Assunta – LUMSA di Roma. Collabora da diversi anni con il mensile locale “L’Eco del Chiaro” e con il giornale studentesco della Pontificia Università Lateranense. Appassionato a livello dilettantistico di Fotografia, ha partecipato, con questo incarico, al First International Meeting of Young Catholics for Social Justice che si è svolto dal 20 al 24 Marzo 2013 a Roma e fa parte del Board dell’Osservatorio Internazionale dei Giovani Cattolici. Da diversi anni svolge servizio di volontariato a Lourdes con l’associazione scoutistica OPFB-onlus, di cui è stato responsabile nella pattuglia/staff nazionale per Foto e Video e ne cura l’aspetto social, ed è segretario del Leo Club Roma Urbe, con il quale si impegna nel sociale con varie attività di volontariato e raccolta fondi. Attualmente - dopo aver frequentato il Master di I livello in Digital Journalism presso la Pontificia Università Lateranense, con il quale ha svolto due mesi di stage presso la redazione italiana di Radio Vaticana - frequenta il Master in Giornalismo della Lumsa di Roma. Da aprile 2017 a giugno 2017 ha svolto uno stage di tre mesi presso Il Venerdì di Repubblica. @tropea92


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