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Card. Parolin: nozze gay in Irlanda, sconfitta per l’umanità
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Card. Parolin: nozze gay in Irlanda, sconfitta per l’umanità

Parolin Non solo una sconfitta dei principi cristiani, ma anche una sconfitta per l’umanità.  Il segretario di Stato vaticano, il card. Parolin, ha definito in questo modo il risultato del referendum sulle nozze gay in Irlanda. Il cardinale è intervenuto ieri sera al premio per la Dottrina Sociale della Chiesa, bandito dalla Fondazione Centesimus Annus. La famiglia, fondata dall’unione tra due persone di sesso diverso, va sempre  tutelata. La Chiesa ritiene, comunque, che si debba tenere conto del risultato del referendum in Irlanda. Il cardinale Pietro Parolin: “Questi risultati mi hanno reso molto triste. Certo, come ha detto l’arcivescovo di Dublino, la Chiesa deve tenere conto di questa realtà, ma deve tenerne conto nel senso che, a mio parere, deve rafforzare proprio tutto il suo impegno e fare uno sforzo per evangelizzare anche la nostra cultura. Ed io credo che non sia soltanto una sconfitta dei principi cristiani, ma un po’ una sconfitta dell’umanità”. Sulla vicenda dell’ambasciatore francese presso la Santa Sede, il dialogo con Parigi è ancora aperto. E poi la situazione in Grecia, con le trattative con la Troika sul rientro del debito. Il rischio è la destabilizzazione per l’intero continente? “E’ una situazione che potrebbe portare appunto ad una certa destabilizzazione. Quindi ci auguriamo che al più presto si possa giungere ad un accordo, si possa giungere ad una soluzione”.   Durante la premiazione per le opere sulla Dottrina Sociale della Chiesa, il cardinale ha detto che la crisi attuale non è solo economica e finanziaria, ma anche antropologica. In sostanza si è creata l’idolatria del denaro, senza radici e senza un vero scopo umano, colpendo in tal modo la stessa economia e riducendo la persona al consumo e allo spreco. Dunque, bisogna sempre più legare economia e sviluppo.   E al convegno della fondazione Centesimus Annus su economia e vita sociale svoltosi in Vaticano l’Europa è stata al centro dell’attenzione:  la disoccupazione nel Vecchio Continente è all’11.3%, con punte del 25% in Grecia e del 23% in Spagna. Dunque il pericolo è di una ripresa che non porti con sé posti di lavoro. Dall’Osservatore della Santa Sede a Ginevra mons. Tomasi l’invito ad una maggiore solidarietà nei confronti della Grecia. Radio Vaticana

27 Maggio 2015

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michael9collins


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