Una sentenza della Cassazione conferma che due scuole di proprietà della Chiesa cattolica debbono pagare la tassa sui beni immobili e la Conferenza Episcopale Italiana dichiara che si tratta di una decisione “ideologica”. La Chiesa italiana ha dichiarato che la recente sentenza della Cassazione, che stabilisce che le scuole paritarie della Chiesa cattolica devono pagare la tassa sui beni immobili, è “una sentenza pericolosa”. Nunzio Galantino, segretario della conferenza Episcopale italiana, ha dichiarato che la decisione della Cassazione, resa nota il 24 luglio, è chiaramente ideologica ed ha chiesto che “chi prende le decisioni lo faccia con meno ideologia”. “Ho la sensazione chiara che, con questo modo di pensare, si cerchi l’applauso di qualche ideologizzato”, ha criticato Galantino, segnalando contemporaneamente che con questa sentenza “non si sta riconoscendo il servizio prestato dalle scuole paritarie”. Il segretario della Conferenza Episcopale Italiana ha dichiarato che “le cose devono essere chiamate con il loro nome” e di fermare l’attacco alla Chiesa cattolica: “Ho l’impressione che si voglia presentare questo come un problema esclusivamente cattolico. E’ arrivato il momento di fermare tutto questo”. La polemica sentenza della Cassazione ha dato ragione al Comune di Livorno, che nel 2010 richiese agli istituti dipendenti dalla Chiesa Cattolica il pagamento dell’ICI (Imposta comunale sugli immobili), considerando che questi organismi effettuano un’“attività commerciale”, e che per questo non possono essere esentati. Le autorità comunali di Livorno avevano richiesto a due scuole, la “Santo Spirito” e l’”Immacolata”, il pagamento delle tasse corrispondenti al periodo compreso tra il 2004 ed il 2009, ma gli avvocati degli istituti dichiararono che non avrebbero dovuto pagare trovandosi in perdita. La Cassazione ha sentenziato che l’attività commerciale delle due scuole è provata e non è “marginale”, circostanza che avrebbe potuto esentarle dal pagamento dell’imposta Nel 2012 il Governo italiano decise che la Chiesa non venisse esentata dal pagare l’ICI, la tassa equivalente alla spagnola Tassa sui Beni Immobili, salvo nel caso degli edifici destinati esclusivamente al culto. L’ICI graverebbe pertanto sugli edifici della Chiesa destinati a qualsiasi tipo di attività che non sia strettamente religiosa: cliniche, centri per anziani, alberghi e scuole. Con l’attuale sentenza della Cassazione, la Chiesa Italiana si vedrà obbligata a pagare circa 422.000 euro di tasse per le due scuole paritarie di Livorno. Il segretario della Conferenza Episcopale ha dichiarato che se si impone alla Chiesa Cattolica il pagamento della tassa sui beni immobili, molte scuole paritarie dovranno chiudere e “la chiusura delle scuole paritarie significa limitare la libertà”. Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, ha dichiarato da parte sua che le scuole pubbliche e quelle paritarie hanno “un trattamento differente perché sono istituzioni differenti” ma ha riconosciuto che “lo Stato si troverebbe in serie difficoltà economiche e strutturali” se sparissero le scuole paritarie che coprono il 67% dell’educazione infantile ed elementare.



Lascia un commento