
Accoglienza, integrazione e formazione, attraverso corsi di laurea o post-laurea per venti giovani studenti titolari di protezione internazionale, provenienti da Paesi in guerra, in particolare Siria, Iraq ed Eritrea. E’ questo quanto stipulato con lo storico accordo tra Ministero dell’Interno e Pontificia Università Lateranense.
L’Università del Papa, infatti, sarà la prima – tra le Pontificie e in generale in Italia – a intraprendere un’iniziativa simile, per andare incontro ai giovani, offrendo loro una possibilità vera di accoglienza, studio e alta formazione.
Martedì scorso, 19 luglio, è stato firmato al Viminale il Protocollo d’Intesa tra il Ministero e la PUL, alla presenza del Viceministro dell’Interno, l’on. Filippo Bubbico; del magnifico rettore della Lateranense, S.E. Mons. Enrico dal Covolo; e del Prefetto Rosetta Scotto Lavina, capo della Direzione centrale per le politiche dell’Immigrazione e dell’Asilo.
Durante la cerimonia di firma del protocollo è stato sottolineato l’impegno, dei due enti, a sostenere la formazione e l’integrazione di questi venti profughi, che fanno parte di un gran numero di migranti in fuga da paesi in guerra o da persecuzioni etniche, religiose e sociali, che sono costretti a interrompere in maniera forzata il loro percorso di studi universitari.
In particolare il progetto prevede, per la PUL, il sostegno integrale per 8 studenti, quindi i costi relativi all’iter accademico, all’utilizzo dei servizi didattici come biblioteche, centri e mensa e alla collocazione nei Collegi e negli studentati di cui si serve l’Ateneo. L’Amministrazione, invece, si impegna a fornire all’Università una quota forfettaria per 12 borse di studio, per coprire quindi i costi di vitto e alloggio per ciascuno studente. La Lateranense, inoltre, fornirà ai 20 giovani che saranno selezionati, la disponibilità di un budget annuale per le varie spese e per realizzare un corso intensivo di italiano, che frequenteranno poco prima dell’inizio del nuovo Anno Accademico, previsto per il prossimo 3 ottobre.

“Bisogna mettere l’uomo al centro e lo si deve fare dotando ciascuno degli adeguati strumenti di conoscenza e formazione – ha commentato il Viceministro Bubbico a margine della firma del Protocollo –, e bisogna partire dalla considerazione della dignità della persona, affinché ciascuno possa, in completa libertà, esercitare la propria fede, il proprio credo e le proprie libertà fondamentali”.
“La collaborazione con il Ministero – ha affermato invece Mons. dal Covolo – è il segno tangibile di un’accoglienza che sa guardare lontano. Vogliamo lavorare insieme per vivere i valori del dialogo, dell’educazione e della condivisione”.
Un ruolo fondamentale per la piena integrazione degli studenti e la realizzazione del progetto sarà inoltre svolto dalla Pastorale Universitaria della PUL. Per questo motivo il responsabile, don Mirko Integlia, ha parlato di uno “strettissimo legame tra questo protocollo e la pastorale, perché lo scopo dell’iniziativa non è semplicemente quello di permettere a questi studenti di frequentare un corso accademico ma, allo stesso tempo, è importante la loro integrazione nel tessuto sociale”. Per questo motivo, sottolinea don Integlia, “i giovani della pastorale saranno coinvolti nell’accoglienza”.
Un’azione concreta di misericordia e integrazione, dunque, che fa della Lateranense – come ha sottolineato lo stesso Viceministro – un modello da seguire e la cui autorevolezza potrà alimentare il raggiungimento dei risultati che ci si è posti.


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