Il programma ‘Cuarto Poder’ di América Tv in Perù ha pubblicato un reportage in cui accusa il cardinale Robert Prevost, prefetto del Dicastero dei Vescovi, di copertura durante gli anni in cui era vescovo della diocesi di Chiclayo.
Tre ragazze di 9 e 11 anni sono state abusate sessualmente dal sacerdote Eleuterio Vásquez Gonzales, noto come Padre Lute. Le protagoniste di questa triste storia raccontano il trauma che hanno vissuto dopo essere state abusate e che hanno denunciato tutto all’allora vescovo della diocesi di Chiclayo, Robert Prevost.
Le vittime di questo sacerdote sostengono che il cardinale Prevost ha archiviato le denunce quando era vescovo a Chiclayo, nel 2022, contro Eleuterio Vásquez Gonzales e Ricardo Yesquen, che erano stati indicati come abusatori. Il mezzo citato sottolinea che non ha indagato a fondo il caso, così come non ha fatto con altre due denunce che si sono aggiunte a quella di Ana María, denunce che indicavano anch’esse il sacerdote Eleuterio Vásquez.
La spiegazione della diocesi a InfoVaticana
Proprio su questo caso InfoVaticana si è interessata alcuni mesi fa. Il 30 maggio scorso, questo mezzo ha contattato il cardinale Prevost. Il cardinale non ha risposto direttamente alle nostre domande, ma abbiamo ricevuto un comunicato dalla diocesi di Chiclayo in cui cercano di chiarire questa denuncia.
La diocesi peruviana ha spiegato a InfoVaticana che nella prima settimana di aprile 2022, tre giovani si sono presentate all’Ufficio del Vescovo di Chiclayo per denunciare il P. Eleuterio Vásquez Gonzáles per presunti abusi sessuali su minori. Queste persone sono state ricevute e assistite dall’allora vescovo di Chiclayo, Mons. Robert Francis Prevost.
L’ufficio del vescovo ha sottolineato che «una volta ricevuta la denuncia, sono state adottate misure cautelari per avviare l’indagine preliminare». Secondo la diocesi, «il sacerdote denunciato è stato allontanato dalla parrocchia a lui affidata e gli è stato vietato l’esercizio pubblico del ministero sacerdotale. Le giovani hanno anche presentato la denuncia alle autorità civili».
Il 21 luglio 2022, conclusa l’indagine preliminare, Mons. Robert Prevost ha inviato il fascicolo risultante al Dicastero per la Dottrina della Fede, l’organo competente del Vaticano per le denunce di abuso sessuale su minori da parte del clero, per il relativo studio.
La diocesi di Chiclayo ha comunicato a questo mezzo che nel primo trimestre del 2023 la Procura ha informato le giovani dell’archiviazione del caso a causa della prescrizione dei fatti denunciati. Pertanto, non si nega che quanto denunciato sia falso.
Il 3 aprile 2023 «l’Ufficio del Vescovo di Chiclayo ha inviato al Dicastero per la Dottrina della Fede come ulteriore documentazione la sentenza della Procura sulla prescrizione dei fatti».
L’ufficio peruviano sottolinea che mentre il fascicolo era ancora in fase di studio nel Dicastero sopra citato, il 12 aprile 2023 Mons. Robert Prevost ha assunto l’incarico di Prefetto del Dicastero per i Vescovi a Roma.
Infine, la diocesi di Chiclayo conferma che il 10 agosto 2023 il Dicastero per la Dottrina della Fede, con Víctor Manuel Fernández già in carica come prefetto, ha emesso una risposta archiviando il caso “pro nunc”.
Dubbi nella risposta dell’ufficio del vescovo Durante questo processo, InfoVaticana ha cercato di chiarire alcune questioni che non sono del tutto chiare, sebbene al momento non abbiamo ottenuto risposta. Per ora, nulla si sa su chi sia stato l’investigatore nel 2022.
Non è nemmeno chiaro perché si affermi che la procura abbia detto che non c’erano prove, se la diocesi si riferisce solo alla prescrizione penale della legge statale. Questo mezzo ha appreso che le vittime sono state convocate nel 2023 da un investigatore nominato da Mons. Cornejo. Le vittime affermano anche che Prevost ha detto loro che la Chiesa non ha mezzi per investigare e che tutto dipendeva dalla procura.
Fonti vicine all’indagine indicano che solo durante il tempo di Mons. Cornejo il sacerdote Eleuterio ha smesso di celebrare pubblicamente e si constata che ha celebrato numerose volte pubblicamente e ha anche concelebrato con il resto del presbiterio di Chiclayo. Riguardo all’ultima affermazione della diocesi, che il Dicastero per la Dottrina della Fede ha emesso una risposta archiviando il caso “pro nunc”, si deduce che ci sia qualche tipo di rapporto favorevole (a Chiclayo o a Roma) a questo sacerdote che gli permetterebbe – per ora – di non avere sanzioni canoniche.



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