Il Papa León XIV ha ricevuto questa mattina, nell’Aula Pablo VI, i rappresentanti dei mezzi di comunicazione che hanno seguito le giornate del conclave e l’elezione del nuovo Pontefice. Si è trattato della prima udienza pubblica del nuovo Papa, occasione in cui ha voluto ringraziare il lavoro dei comunicatori e lanciare un messaggio a favore di una comunicazione che promuova la pace.
«Vi ringrazio per il lavoro che avete svolto e state svolgendo in questo tempo, che per la Chiesa è essenzialmente un tempo di Grazia», ha dichiarato il Papa all’inizio del suo intervento, riprendendo poi il richiamo delle Beatitudini: «Beati i pacificatori» (Mt 5,9). In questo contesto ha invocato una “comunicazione disarmante e che disarma”.
«La pace comincia da ciascuno di noi: dal modo in cui guardiamo gli altri, ascoltiamo gli altri, parliamo degli altri», ha affermato. «Dobbiamo dire ‘no’ alla guerra di parole e immagini, dobbiamo rifiutare il paradigma della guerra».
Il Santo Padre ha inoltre ricordato la difficile situazione di molti giornalisti incarcerati in diverse parti del mondo, esortandone la liberazione: «La sofferenza di questi giornalisti incarcerati interpella la coscienza delle nazioni e della comunità internazionale, chiamandoci tutti a salvaguardare il prezioso bene della libertà di espressione e di stampa».
León XIV ha poi espresso il suo apprezzamento per il lavoro svolto dai comunicatori nelle ultime settimane a Roma: «Siete stati a Roma queste settimane per raccontare la Chiesa, la sua varietà e, allo stesso tempo, la sua unità. Accompagnando i riti della Settimana Santa, avete narrrato il dolore per la morte del Papa Francesco, ma alla luce della Pasqua».
Ha infine esortato i giornalisti a non cedere alla mediocrità: «Ci viene chiesto, in ciascuna delle nostre funzioni e nei nostri servizi, di non cedere mai alla mediocrità». E ha citato Sant’Agostino: «Viviamo bene e i tempi saranno buoni. Noi siamo i tempi».
«La comunicazione non è soltanto trasmissione di informazioni, ma anche creazione di una cultura, di ambienti umani e digitali che si trasformino in spazi di dialogo e confronto», ha sottolineato. Riprendendo l’invito per la prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, ha concluso: «Disarmiamo la comunicazione da ogni pregiudizio, rancore, fanatismo e odio; purifichiamola dalle aggressioni. Vi chiedo di scegliere con coscienza e coraggio la via della comunicazione pacifica».



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