Nervosismo nell’Opus Dei per citazione giudiziaria di Ocariz: dopo l’imputazione di Mariano Fazio, la giustizia argentina concentra l’attenzione sull’attuale prelato dell’Opera, che potrebbe essere citato come testimone.
Crescono le voci secondo cui nelle prossime ore la Procura federale argentina farà un ulteriore passo nella causa delle 43 ex numerarie ausiliarie che hanno denunciato la prelatura dell’Opus Dei per tratta di persone e sfruttamento lavorativo.
Secondo quanto appreso da InfoVaticana, è probabile che nelle prossime ore la giustizia decida sulla richiesta della procura affinché Fernando Ocáriz, attuale prelato (o, secondo il Vaticano, moderatore generale) dell’Opus Dei, venga citato a deporre come testimone.
La notizia ha provocato evidente nervosismo negli ambienti dell’Opera, ancora alle prese con il fatto che due settimane fa è stato formalmente citato Mariano Fazio, numero due della prelatura e vicario regionale a Buenos Aires tra il 2010 e il 2014.
La Procura — guidata dal giudice Daniel Rafecas e dai pubblici ministeri Mángano, Colombo e Taiano — ritiene che la rete denunciata non possa essere compresa senza la partecipazione o almeno la conoscenza delle massime autorità dell’istituzione. L’ipotesi della procura sostiene che la presunta riduzione in servitù sarebbe durata decenni sotto una struttura gerarchica in cui nessuno faceva un passo senza guardare verso l’alto.
Se la citazione sarà confermata, sarà la prima volta che Ocáriz — che ha fatto parte del governo centrale dell’Opus Dei dagli anni ’90 ed è stato la mano destra di Javier Echevarría — dovrà rispondere davanti a un procedimento penale di questa natura. L’inchiesta, che si basa sul libro Ti servirò della giornalista Paula Bistagnino, ha raggiunto la cima dell’Opera, parallelamente alla ancora incerta riforma degli statuti che dovrà approvare Papa Leone XIV.



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