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Bolivia: Gesuiti accusati di copertura degli abusi cercano di chiudere il caso
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Bolivia: Gesuiti accusati di copertura degli abusi cercano di chiudere il caso

La Comunità dei Sopravvissuti della Bolivia (CBS) ha denunciato che la Compagnia di Gesù sta cercando di impedire il progresso della giustizia in Bolivia nei procedimenti per abusi sessuali commessi da sacerdoti gesuiti.

Secondo quanto riportato da Religión Digital, gli ex provinciali spagnoli Ramón Alaix e Marcos Recolons, accusati di aver coperto il sacerdote Alfonso Pedrajas — noto per gli abusi su decine di minori nel soppresso Colegio Juan XXIII di Cochabamba — hanno presentato un ricorso per far prescrivere il processo a loro carico.

«Stiamo parlando di copertura di abusi sessuali su minori e non di un furto di uova», ha dichiarato indignato Edwin Alvarado, portavoce della CBS, che ha definito la manovra un insulto al sistema giudiziario.

Strategia dilatoria e ‘rosario di scuse

Il ricorso è stato presentato quando il processo stava per entrare nella fase conclusiva. Secondo Alvarado, la difesa dei gesuiti avrebbe dovuto presentare la richiesta all’inizio del procedimento e non nella fase finale, il che dimostrerebbe —secondo le vittime— una strategia per ostacolare e rallentare la giustizia.

Il processo contro Alaix e Recolons doveva iniziare a gennaio 2024, ma ha subito almeno cinque sospensioni, prima per mancata notifica alle vittime e poi per motivi legati al delicato stato di salute degli accusati, entrambi over 80. La CBS sostiene, tuttavia, che si tratti di scuse e che gli ex provinciali godano di una salute «stabile».

Quasi 200 vittime e una catena di coperture

Il caso è venuto alla luce a seguito dell’indagine pubblicata nell’aprile 2023 dal quotidiano El País, che ha rivelato il diario personale di Alfonso Pedrajas, nel quale ammetteva abusi su almeno 85 minori tra gli anni ’70 e ’90. La CBS assicura che le vittime siano in realtà circa 200 e che i gesuiti non abbiano coperto solo Pedrajas, ma anche altri dodici religiosi coinvolti in abusi.

Tra questi c’è il gesuita spagnolo Luis María Roma, deceduto nel 2019, accusato di aver molestato sessualmente minori di età compresa tra i 6 e i 12 anni. Sebbene la Compagnia di Gesù avesse riconosciuto all’epoca di non aver applicato protocolli adeguati, il caso era stato chiuso e successivamente riaperto dalla Procura nel 2024 a seguito di nuove prove.

Una ferita aperta nella Chiesa boliviana

La CBS denuncia che i gesuiti cercano di eludere la loro responsabilità istituzionale, prolungando i procedimenti e ricorrendo a stratagemmi legali per ottenere l’estinzione dei casi per prescrizione.

I sopravvissuti ricordano che i reati di abuso sessuale su minori hanno un trattamento differenziato nella giurisprudenza internazionale e non dovrebbero prescriversi come reati comuni. «Non si tratta di proteggere l’istituzione, ma di ascoltare le vittime e fare giustizia», ha affermato Alvarado.

29 Agosto 2025

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