La compagnia ha deciso di eliminare la figura del cappellano, nonostante le proteste dei turisti che sceglievano la compagnia per questo motivo e dei membri dell’equipaggio, che erano assistiti da quei sacerdoti, non solo spiritualmente. Artur Jeziorek é stato degli uno ultimi apostoli del mare. Durante cinque anni, dal 2008 al 2013 è stato il cappellano sulle navi Costa Crociere, l´unica compagnia che offriva questo servizio in Europa. Ora, Costa Crociere ha deciso di fare a meno della figura del Cappellano e degli apostoli del mare come il padre Arthur. Questo sacerdote, che per anni ha curato le necessità spirituali di turisti e lavoratori delle navi da crociera, non è d’accordo con la decisione presa dalla compagnia, visto che non erano poche le persone che si avvicinavano a Dio durante le vacanze in alto mare e molti i turisti che sceglievano Costa Crociere proprio per assistere alla Santa Messa durante la crociera. Durante più di 30 anni, la figura del sacerdote del mare ha aiutato migliaia di persone, che allontanandosi dalla routine trovavano un momento per riflettere. “Il sacerdote del mare non si trovava sulla nave solo per celebrare la messa per i passeggeri” sostiene padre Arthur, e aggiunge che gran parte del suo tempo lo ha dedicato ad assistere la gente che aveva bisogno di parlare ed essere ascoltata, compresi i lavoratori. “Mi auguro che queste persone trovino un nuovo amico per parlare e sfogarsi, visto che non ci sono più cappellani a bordo” assicura padre Arthur. Le cappelle rimarranno comunque aperte a chiunque voglia entrare ma non si celebreranno più le messe ne si offriranno i sacramenti, eccettuando il giorno di Pasqua e Natale, e la cosa più importante: Dio non viaggia più nella nave, come invece lo faceva finora nell’Ostia Consacrata. Molti degli impiegati di Costa Crociere che devono passare lunghi periodi viaggiando in alto mare si sono lamentati di questa decisione della compagnia che li priva dal poter essere assistiti spiritualmente. INFOVATICANA ha parlato con loro e Costa Crociere “licenzia” i sacerdoti dalle sue navi La compagnia ha deciso di eliminare la figura del cappellano, anche dopo le proteste dei turisti che sceglievano la compagnia per questo motivo dei membri della crew, ai quali assistevano questi sacerdoti, non solo spiritualmente. Costa Crociere disponeva di un sacerdote in ognuna delle sue navi fino a poco tempo fa, quando i propietari della compagnia Carnival Cruise, fondata dal´israelí Ted Arison e vincolata al lobby ebreo americano, ha deciso di prescindere dei 15 sacerdoti che lavoravano nella societá. Il presidente della compagnia Micky Arison, figlio del fondatore, é uno degli uomini piú ricchi al mondo e uno dei rappresentanti illustri del lobby ebreo in America. Per lui, Costa Crociere é il modo di espandere la presenza di Carnival nel mercato europeo delle Crociere, e sembra che la prima misura non é stata delle piú fortunate. alcuni considerano che questa misura “lascia orfani tutti i marinai che trovavano conforto nel sacerdote come nel migliore degli psicologi”. “Il sacerdote non solo assisteva spiritualmente, ma era anche responsabile del benessere dei lavoratori, organizzava le cabine dei marinai e risolveva i problemi per far si che la convivenza fosse fantastica. Ci manca” ha affermato uno degli impiegati di Costa Crociere a INFOVATICANA. Padre Arthur racconta che per molti lavoratori, il cappellano è stato sempre una specie di amico, quasi un padre. “Spesso ho celebrato la messa per l´equipaggio a mezzanotte perché era l´unico momento libero” ricorda questo sacerdote, che ha avuto la fortuna di battezzare e concedere la cresima a molti membri dell’equipaggio che si sono avvicinati a Dio e alla Chiesa Cattolica dopo molti anni passati lontano da questa. “La gente del mare ha bisogno di un amico a bordo, un padre del quale potersi fidare, con il quale possa parlare, sfogarsi, piangere e condividere i momenti di gioia” sostiene Padre Arthur, dicendo anche: “per questo spero che un giorno possano tornare i cappellani a bordo”. Costa Crociere fino a poco tempo fa aveva un sacerdote a bordo di ognuna delle sue navi, ma i proprietari della compagnia Carnival Cruise, fondata dall’ israeliano Ted Arison e legata alla lobby ebreo/americana, ha deciso di fare a meno dei 15 sacerdoti che lavoravano nella società. Il presidente della compagnia Micky Arison, figlio del fondatore, è uno degli uomini più ricchi del mondo e uno dei rappresentanti più illustri della lobby ebrea in America. Per lui, Costa Crociere è il modo di espandere la presenza di Carnival nel mercato europeo delle crociere, ma sembra che la prima misura non sia stata delle più azzeccate.



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