Sei mesi fa INFOVATICANA pubblicava la notizia della rinuncia del Santo Padre alla residenza estiva di Castel Gandolfo per trasformarla in museo. Questo venerdì 11 settembre ha effettuato il suo primo viaggio il treno che unirà la vecchia stazione vaticana con Castel Gandolfo, la tradizionale residenza estiva dei pontefici. Da adesso in poi, chiunque potrà utilizzare questo mezzo di trasporto per visitare la Villa Pontificia di Castel Gandolfo, aperta al pubblico perché il Papa così ha voluto. Come già aveva pubblicato INFOVATICANA sei mesi fa, il Santo Padre ha deciso di rinunciare alla sua residenza estiva per trasformare parte di questa in un museo aperto al pubblico. I visitatori potranno accedere a parte della Villa pagando un biglietto d’ingresso di 40 euro. Così lo ha confermato il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, chi ha dichiarato che la Villa Pontifica, per secoli inaccessibile al pubblico, sarà aperta come un simbolo che evidenzia la politica di Francesco: un Papa che rinuncia alla sua residenza estiva per aprirla alla gente. Paolucci ha spiegato che chiunque lo desideri, potrà visitare la nuova Galleria di ritratti dei Pontefici, così come i giardini di Villa Barberini. Per facilitare l´entrata a Castel Gandolfo, è stato creato un nuovo percorso per il treno “il mezzo di trasporto più democratico” secondo il direttore dei Musei Vaticani. Questo servizio sarà disponibile il sabato per unire due luoghi di grande bellezza come i Musei Vaticani e la Villa Pontificia di Castel Gandolfo”. Secondo le fonti alle quali ha avuto accesso INFOVATICANA, Papa Francesco è stanco che il Vaticano sia l´ultima Corte d´Europa e non capisce come si può mantenere una villa di 55 ettari perché il Papa la usi solamente poche settimane l´anno. Francesco è stato in questa residenza poche volte e le fonti vicine al Papa confermano che lui non va mai in vacanza e che nel periodo estivo prega e rilegge i libri classici. L´apertura al pubblico di Castel Gandolfo coincide con altre misure prese dal Papa Francesco come affittare la Cappella Sistina per eventi privati o permettere che si comprino delle copie di alcuni documenti degli archivi del Vaticano. I soldi ricavati da queste attività, si destineranno ad alleviare la sofferenza delle persone più sfavorite.



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