Nelle acque del Mediterraneo i Catrambrone hanno salvato da morte sicura per affogamento migliaia di persone che tentavano di scappare dalla violenza nei loro paesi d´origine. Regina Catrambrone e suo marito Chris stavano facendo un viaggio nel Mediterraneo quando improvvisamente sono stati testimoni di un evento che avrebbe cambiato per sempre la loro vita. Mentre passeggiavano a prua della nave, hanno visto una giacca invernale che galleggiava e hanno chiesto al capitano quale fosse la provenienza. “Probabilmente la persona che la indossava non sarà più con noi” ha risposto il capitano. Era la prima volta che Regina e Chris si trovavano di fronte al dramma di tante persone che provano ad attraversare il Mediterraneo per entrare in Europa e scappare dalla scarsità di risorse e dalla violenza nei paesi d´origine. Lo raccontano loro stessi in un´intervista concessa alla BBC, nella quale dichiarano anche che la tragedia di Lampedusa nella quale sono morte 360 persone è stato la spinta definitiva che li ha portati a fare qualcosa per aiutare gli immigrati. Le parole di Papa Francesco dopo questa tragedia, richiamando le persone a non farsi travolgere dall’indifferenza davanti alla sofferenza altrui, hanno portato questi coniugi cattolici residenti a Malta a passare all’azione. “Da quel momento in poi è nata l´idea di comprare una barca e fare qualcosa nel Mediterraneo, dove le persone stanno morendo ogni giorno” racconta Regina, che, insieme a suo marito, ha comprato una barca e ha assunto un equipaggio lanciandosi nelle acque del Mediterraneo per aiutare le persone che rischiano la propria vita per arrivare in Europa. Questi coniugi cattolici, insieme alla loro figlia, navigano nel Mediterraneo aiutando i rifugiati che fuggono dalla guerra e cercano asilo nei paesi occidentali. Per fare questo hanno una nave equipaggiata con alta tecnologia, che si chiama Fenix e due droni ricognitori, Schiebel S-100 camcopters, che permettono di localizzare altre barche che tentano di attraversare il mare. permettere di leggere dall’alto un pezzo di carta nella mano di un passeggero. Disporre di questo tipo di tecnologia gli ha permesso di poter salvare tante vite da quando hanno iniziato. Solo nel loro primo viaggio nel Mediterraneo, che è durato un mese, questa coppia ha salvato la vita di più di 3 mila persone. Una volta localizzati i barconi, i Catrambone si mettono in contatto con le autorità più vicine per ottenere l´autorizzazione per sbarcare gli occupanti. Mentre aspettano l´ordine, offrono cibo, acqua e salvagenti ai passeggeri della barca. A bordo del Fenix operano anche un paramedico e l’intero equipaggio può fornire assistenza a chi ne ha bisogno. La fede dei Catrambrone è stata ciò che ha dato la forza per aiutare i migranti e metterli al riparo dai pericoli che affrontano per poter sopravvivere lontano dai loro paesi. All´inaugurazione della barca, invece di rompere una bottiglia di champagne contro la chiglia, questa famiglia ha deciso di benedire la barca e celebrare la Santa Messa. Durante l´omelia, il sacerdote si è detto sicuro che le persone a bordo avrebbero compiuto la missione di Dio. Questo progetto è costato alla famiglia milioni di dollari, (4 milioni nei primi soccorsi) usciti dalle loro tasche. Regina e Chris dirigono un prospero business immobiliario e sono proprietari del gruppo Tangiers, una società con sede a Malta che offre assistenza a imprese che vogliono viaggiare nelle zone di conflitto. “Se eravamo in grado di comprare una casa a Saint Tropez eravamo anche in grado di comprare una barca. Potevamo comprare uno yatch di lusso con questi soldi, ma abbiamo deciso di non farlo perché crediamo che la vita delle persone che rischiano di morire ogni giorno sia più importante” racconta questa coppia matrimonio miliardaria che ha deciso di destinare parte del patrimonio per salvare la vita dei rifugiati migranti”. Anche se il successo della loro iniziativa personale è evidente, Regina e Chris lamentano come ci sia ancora tanto da fare per queste persone, visto che molte di loro continuano a morire nelle acque del Mediterraneo. La coppia è consapevole di portare avanti un’iniziativa che dovrebbe essere realizzata dall´Unione Europea, le cui risorse sono insufficienti. “La gente sta morendo in mare: sta morendo perché i soccorsi ci mettono troppo ad arrivare, muoiono disidratati, muoiono per le esplosioni nelle barche” spiega Regina



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