
Un pensiero per il Messico, dove lunedì scorso sono stati sequestrati tre sacerdoti e il ricordo per il prete tedesco Engelmar Unzeitig, beatificato ieri a Wurzburg in Germania. Su questi due aspetti si è soffermato Papa Francesco durante l’Angelus di oggi, dopo la Santa Messa celebrata in Piazza San Pietro a conclusione del Giubileo dei Catechisti.
“Il suo esempio ci aiuti ad essere testimoni di carità e di speranza anche in mezzo alle tribolazioni”, ha affermato il Santo Padre ricordando il nuovo beato, vittima delle persecuzioni naziste, membro della Congregazione dei Missionari di Marannhill. Il sacerdote tedesco, ucciso in odium fidei nel campo di sterminio di Dachau, “all’odio contrappose l’amore – ha ricordato il Papa -, alla ferocia rispose con la mitezza”.
Poi il Pontefice si è rivolto alle popolazioni del Messico, ricordando i due sacerdoti uccisi nello Stato di Veracruz, Alejo Naborì e Jose Alfredo Jimenez, e Jose Alfredo Lopez Guillen, anch’egli rapito, nello Stato di Michoacan, di cui però non si hanno ancora notizie. Nell’esprimere la sua vicinanza alla Chiesa messicana, Francesco ha assicurato la sua preghiera “per il caro popolo messicano, perché cessi la violenza”. Si è inoltre associato all’azione dei vescovi del Messico “nel sostenere l’impegno della Chiesa e della società civile in favore della famiglia e della vita, che in questo tempo richiedono speciale attenzione pastorale e culturale in tutto il Mondo”.
A conclusione del’Angelus, prima di citare un’ultima volta i tanti catechisti presenti, Papa Francesco ha rivolto un particolare saluto in occasione della Giornata Mondiale del Sordo, rivolgendosi alle persone sorde presenti nella piazza, incoraggiandole “a dare il loro contributo per una Chiesa e una società sempre più capaci di accogliere tutti”.


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