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Fisichella e Paglia: sull’aborto lette tante idiozie. La scomunica rimane
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Fisichella e Paglia: sull’aborto lette tante idiozie. La scomunica rimane

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Dopo la firma e pubblicazione della lettera Misericordia et Misera di fine Giubileo, tanto si è detto e scritto sul contenuto del documento redatto da Papa Francesco, in particolare sulla questione dell’aborto. A mettere i puntini sulle i – poiché tanta stampa analfabeta non è riuscita a comprendere le parole dello stesso pontefice al punto 12 della lettera – ci hanno pensato Mons. Fisichella e Mons. Paglia, chiarendo – e speriamo una volta per tutte – il vero senso di questa decisione di Francesco e di come si muove e si muoverà la Chiesa in tal senso.

“Non c’entra niente la scomunica che viene tolta. Non c’entra nulla dire di abortite perché il Papa vi perdona, queste sono veramente delle idiozie che rimangono tali sia nei titoli che nei contenuti”, ha affermato Mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, nel corso di un’intervista rilasciata a TV2000. “Voglio dire una cosa nei confronti dei giornalisti – ha aggiunto Fisichella – due giorni fa in Sala Stampa ne ho sentite di tutti i colori. C’è da parte di qualcuno la tentazione di leggere in fretta e quando si legge in fretta non si capisce. C’è la tentazione di trovare subito qualche cosa. E di tanti contenuti l’occhio è caduto solo sull’aborto. C’è poi la volontà di qualcuno di voler denigrare e trovare quello che non c’è”. Fisichella ha inoltre chiarito che “nel momento in cui si compie questo peccato, c’è la scomunica e si è fuori dalla comunione della Chiesa perché il peccato è gravissimo”. Questo, però, non vuol dire – ecco il vero e unico senso del testo della lettera – che non sia un peccato assolvibile, proprio perché, come ha detto Bergoglio, “non esiste un peccato che Dio non possa perdonare quando si ritrova con un cuore pentito”.

A fare da eco a Fisichella ci pensa Mons. Vincenzo Paglia, ascoltato da Radio Vaticana. “Il Papa non ha assolutamente banalizzato l’aborto – ha specificato il prelato – ma anzi l’opposto”. Infatti, allargare ai sacerdoti la possibilità di assoluzione “vuol dire dare maggiore possibilità a chi ha compiuto questo gesto terribile di comprendere la gravità di quello che ha fatto e quindi di poter cambiare vita e non farlo più”. Il presidente della Pontificia Accademia per la Vita ha poi voluto puntualizzare la questione relativa alla scomunica latae sententiae che “resta così come è nel Codice di Diritto Canonico”, poiché rimane l’uccisione colpevole di un innocente, che è un fatto gravissimo. Ovviamente, il vero pentimento del peccatore e la conseguente assoluzione, fanno sì che “la scomunica che era comminato per questo atto gravissimo” viene perdonata e in questo senso il perdono di Dio è per tutti.

23 Novembre 2016

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