
Ha avuto inizio il progetto di accoglienza e reinsediamento messo in atto dalla Conferenza Episcopale Italiana in favore di alcune famiglie di profughi siriani. Ieri a Bari sono arrivati – come riporta l’Osservatore Romano – i primi due nuclei familiari, provenienti dai campi profughi della Giordania, dopo essere fuggiti dalla guerra che attanaglia il loro Paese.
Il progetto, finanziato con i fondi dell’OttoXMille e gestito dal Ministero dell’Interno italiano con la partecipazione della Caritas, prevede l’arrivo di 41 persone in totale, ovvero sette famiglie di cittadini siriani, che riusciranno ad arrivare in Italia grazie ad un canale umanitario ad hoc, sicuro e protetto. Tra queste persone molte con gravi problemi di salute, che saranno poi destinate nella cittadina pugliese di San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, presso la Fondazione centri di riabilitazione di Padre Pio e l’ospedale Casa del sollievo della sofferenza. Il trasferimento in Italia è possibile grazie soprattutto al lavoro congiunto dell’ambasciata italiana in Giordania, della nunziatura apostolica, della Caritas, dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni.
A San Giovanni Rotondo le famiglie saranno accolte dalla Caritas diocesana di Manfredonia e dai frati cappuccini, che seguiranno anche la loro piena integrazione all’interno della comunità cristiana. La partenza dalla Giordania per arrivare in Italia si inserisce nell’ambito di un progetto più ampio che negli ultimi due anni si sta svolgendo proprio in Giordania, con moltissime persone, almeno più di 50mila, che hanno avuto così la possibilità di partire per trovare accoglienza in varie nazioni del mondo, soprattutto Stati Uniti, Canada e Australia.


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