I media religiosi protestanti hanno usato parole fuori contesto e male interpretate per attaccare questi sacerdoti.
Attraverso una dichiarazione sul loro account twitter/X, il programma sacerdotale di Youtube “La Sacristía de La Vendée”, a cui partecipano diversi sacerdoti spagnoli, ha voluto chiarire alcuni punti.
In primo luogo, questi sacerdoti esprimono il loro “rammarico per l’infelice commento, detto in tono scherzoso, sul fatto di “pregare perché il Papa vada in Paradiso il prima possibile”. Si tratta di un commento di cattivo gusto e, sebbene non esprima desideri per la morte del Papa, come alcuni media hanno malignamente diffuso”.
I sacerdoti protagonisti di questo programma, che ha un pubblico più vasto di tutti i media che li attaccano, hanno ribadito il loro “attaccamento a Papa Francesco, negli stessi termini in cui è stato chiaramente espresso nel programma del 15 febbraio scorso. Respingiamo gli attacchi contro il Papa e l’unità della Chiesa e coloro che negano la legittimità del ministero del Papa”.
“Ci addolora aver potuto confondere le anime semplici che trovano nel nostro programma formazione e consolazione. Molti ci riconoscono un ruolo importante nella loro perseveranza nella fede cattolica e siamo preoccupati di aver causato confusione o scandalo nelle loro anime”, si legge nella nota pubblicata sui social network.
D’altra parte, chiariscono di non scusarsi “con coloro che farisaicamente approfittano del nostro scivolone per attaccare tutto il nostro messaggio, anche quando siamo stati noi a dare loro l’opportunità di farlo. Che Dio li perdoni”.
Infine, questi sacerdoti si rammaricano “dei problemi causati ai nostri rispettivi vescovati dall’arrivo di proteste coordinate contro le nostre azioni”.
Come si può immaginare, i media che invocano la testa di questi pastori sono gli stessi che applaudono padre Damiano e i suoi deliri. Paradossi della vita, l’ex sacerdote José Manuel Vidal e direttore di Religión Digital (Eresia Digitale per gli amici) si è permesso il lusso di affermare che “non sono sacerdoti” e che “non si preoccupano di nulla” perché “sono funzionari ideologizzati del sacro”.



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