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Il Papa torna a criticare i tradizionalisti nella sua recente autobiografia
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Il Papa torna a criticare i tradizionalisti nella sua recente autobiografia

Questo martedì è stata pubblicata in Italia (e sarà distribuita negli altri Paesi durante la settimana) l’autobiografia di Papa Francesco, intitolata “Speranza”.

Alcuni estratti del libro, diffusi da media italiani e tedeschi, hanno già suscitato polemiche per le dichiarazioni di Papa Francesco, che torna a prendere di mira i tradizionalisti e a difendere il motu proprio Traditionis custodes, sostenendo che “non è utile che la liturgia diventi una questione ideologica”.

Critiche al tradizionalismo

“È davvero strana questa fascinazione per ciò che è incomprensibile, per il suono misterioso, che spesso attira l’interesse delle generazioni più giovani”, scrive il Papa. Inoltre, aggiunge che “questo atteggiamento rigido è spesso accompagnato da abiti preziosi e costosi, con ricami, pizzi e stole”. Francesco critica che tali atteggiamenti rappresentino forme di clericalismo e non un ritorno al sacro, ma piuttosto “una modernità settaria”.

Nel libro, il Papa afferma che, in alcuni casi, queste rigidezze nascondono “gravi squilibri, disturbi affettivi, problemi comportamentali o disagi personali che possono essere strumentalizzati”. Bergoglio riferisce di essersi trovato di fronte a quattro casi di questo genere durante il suo pontificato, legati a diocesi che avevano accolto seminaristi già respinti altrove. “Di solito, c’è qualcosa che non va in questi candidati, qualcosa che li porta a nascondere la propria personalità dietro concetti rigidi e settari”, avverte.

Ipocrisia e resistenze interne

Francesco critica anche la “resistenza ipocrita” all’apertura dei sacramenti ai divorziati risposati e alle benedizioni per le coppie omosessuali. “Il tradizionalismo, questa insistenza sul ‘passato ideale’ che si ripropone ogni secolo, è un fenomeno sociologicamente interessante, ma si riferisce sempre a un’epoca perfetta che cambia ogni volta”.

Un’eccezione all’assoluzione

In una rivelazione inaspettata, il Papa smentisce un’affermazione che aveva spesso ripetuto: “Non ho mai negato l’assoluzione a nessuno”. Nel libro, ammette di aver negato una volta l’assoluzione a un uomo in Argentina, colpevole di aver violentato la sua domestica, poiché non mostrava segni di pentimento.

Rifiuti simbolici e decisioni personali

Francesco racconta il suo arrivo al Vaticano dopo l’elezione. Vedendo gli appartamenti del Palazzo Apostolico, decise di rinunciare a viverci perché aveva bisogno di “condividere la mia vita con gli altri”, optando per un piccolo appartamento a Santa Marta.

Inoltre, rifiutò le scarpe rosse, spiegando che usa scarpe ortopediche per via dei piedi piatti, e non volle indossare la mozzetta o pantaloni bianchi, dicendo: “Non sono un gelataio”.

Riflessioni su transessuali e omosessualità

Il Papa parla anche dei suoi incontri con persone transessuali in Vaticano, dichiarando di aver dato loro il consenso per ricevere il battesimo e svolgere il ruolo di padrino o madrina, poiché “nessuna legge del diritto canonico lo vieta”.

Infine, affronta il tema dell’omosessualità, condannando la discriminazione in alcuni Paesi e affermando che “l’omosessualità non è un crimine, ma una realtà dell’essere umano”.

15 Gennaio 2025

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