Con un nuovo decreto approvato lo scorso sabato, il Dicastero per il Clero introduce una svolta decisiva nella regolamentazione delle intenzioni di Messa e delle relative offerte.
Le nuove norme, che entreranno in vigore il prossimo 20 aprile (Domenica di Pasqua), mirano a garantire maggiore trasparenza, equità e rispetto della volontà dei fedeli, correggendo pratiche ambigue che hanno suscitato preoccupazione pastorale e spirituale.
Richiedere una Messa per una persona cara è una delle forme più intime di partecipazione dei fedeli alla vita ecclesiale. Questa tradizione, carica di significato spirituale, sarà ora regolata da linee guida più severe volte a evitare qualsiasi forma di “commercio” del sacro. Il nuovo testo ribadisce che l’offerta volontaria unisce il fedele al sacrificio eucaristico e contribuisce al sostentamento dei ministri della Chiesa.
Uno dei punti più rilevanti del decreto riguarda le Messe con intenzioni multiple. Da ora in poi, sarà possibile accumulare offerte per una Messa congiunta solo se tutti gli offerenti hanno dato il loro consenso esplicito. L’omissione o la presunzione del consenso è completamente esclusa. Inoltre, si promuove, ove possibile, che ogni comunità celebri Messe con una sola intenzione.
Tutela dei più poveri e sostegno alle missioni
Il decreto ribadisce che nessuno deve essere privato dei sacramenti per mancanza di risorse. È vietato richiedere somme superiori a quanto stabilito dall’autorità ecclesiastica. I vescovi diocesani, dal canto loro, potranno destinare le offerte a parrocchie bisognose all’interno o al di fuori della propria diocesi, in particolare nei territori di missione.
I parroci e i vescovi saranno obbligati a mantenere registri dettagliati di ogni intenzione e offerta. Inoltre, si avverte che accettare denaro per semplici menzioni al di fuori del contesto eucaristico è gravemente illecito e soggetto a sanzione disciplinare. Come parte di un impegno a lungo termine, il Vaticano prevede di effettuare una verifica di questa normativa entro dieci anni, per valutarne l’attuazione ed eventualmente apportare aggiornamenti.



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