Nell’Udienza Generale di questo mercoledì, tenutasi nell’Aula Paolo VI, Papa Leone XIV ha nuovamente posto al centro del suo pontificato una delle preoccupazioni che lo accompagnano fin dal primo giorno: la fine delle guerre. Dalla sua elezione, il Papa non ha smesso di sottolineare l’urgenza di pregare e lavorare per la pace, elevando la voce contro la violenza e le divisioni che insanguinano il mondo. Terra Santa, Ucraina, Africa e tante altre regioni vivono conflitti che sembrano eterni, e di fronte all’impotenza della politica internazionale Leone XIV ha voluto ricordare che solo la preghiera e la conversione dei cuori possono aprire una vera strada verso la riconciliazione.
Al termine della catechesi, il Papa ha convocato tutta la Chiesa universale a celebrare il prossimo 22 agosto, memoria liturgica della Beata Vergine Maria, Regina, una giornata di digiuno e preghiera “implorando il Signore che ci conceda la pace e la giustizia, e che asciughi le lacrime di chi soffre a causa dei conflitti armati in corso”.
Maria, Regina e Madre della Pace
La data non è casuale. Il 22 agosto, la Chiesa celebra Maria come Regina, un’advocazione istituita da Pio XII nel 1954, in pieno dopoguerra, quando ancora gravava sull’Europa e sul mondo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, con milioni di civili uccisi e il ricordo recente di Hiroshima e Nagasaki devastate dalle bombe nucleari. Fu in quel contesto di orrore e necessità di speranza che la Chiesa volle ricordare ai fedeli che la Madre di Dio, assunta in cielo in corpo e anima, partecipa alla gloria del Figlio e sta accanto a Lui come Madre e Regina.
Nella tradizione cattolica, Maria Regina è anche Regina della Pace. Dalle vittorie attribuite alla sua intercessione fino alle apparizioni di Fatima, la Vergine è stata vista come colei che ferma le guerre e libera i popoli dalla violenza. Per questo Leone XIV ha voluto sottolineare che Maria è “Madre dei credenti sulla terra e Regina della Pace in cielo”, invocata nei tempi di tribolazione e di guerra.
In questo senso, la scelta del 22 agosto come giornata mondiale di preghiera e digiuno acquista un valore simbolico: nel giorno in cui la Chiesa proclama Maria Regina, i fedeli si uniscono in supplica affinché fermi i conflitti che oggi lacerano il mondo.
Un pontificato segnato dalla supplica per la pace
Leone XIV è sul soglio di Pietro da appena pochi mesi, ma ha già chiarito che la pace sarà un cardine essenziale del suo ministero. Nella sua prima omelia da Papa ha pregato esplicitamente per la fine della guerra in Ucraina e in Medio Oriente, e nelle sue catechesi non ha smesso di ripetere una convinzione fondamentale: “Senza perdono non ci sarà mai pace!”. Per il Papa, non basta la diplomazia né accordi fragili; la pace vera richiede conversione, giustizia e riconciliazione, che sono frutto del Vangelo.
In questo senso, la convocazione di una giornata di digiuno e preghiera non è un gesto simbolico qualsiasi, ma un atto di fede nel potere della supplica del popolo di Dio. Leone XIV si pone così in continuità con i suoi predecessori che, in momenti di grande pericolo, ricorsero alla preghiera universale della Chiesa. Oggi, di fronte alla violenza che torna a diffondersi, il Papa invita i cattolici di tutto il mondo a inginocchiarsi e a volgere lo sguardo a Maria Regina, sicura intercessora, per chiedere il dono della pace.



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