In mezzo a nuovi negoziati su un possibile cessate il fuoco a Gaza, la piccola comunità cristiana ha ricevuto l’ordine di evacuare il proprio quartiere, come confermato dal parroco della Sacra Famiglia, don Gabriel Romanelli. La notizia coincide con l’accettazione da parte di Hamas di una tregua di 60 giorni, respinta dal governo israeliano.
Esplosione durante la Messa e ordine di evacuazione
Il P. Romanelli ha raccontato ad ANSA che “la vita qui è molto difficile” e che durante la Messa domenicale si è udita “una esplosione molto forte” che ha distrutto un deposito d’acqua. Non ci sono state vittime, ma la paura è aumentata tra i fedeli, che ora si preparano a lasciare le proprie case dopo aver ricevuto un ordine ufficiale di evacuazione. La comunità cristiana di Gaza, ridotta a poco più di un centinaio di persone, si era rifugiata nella parrocchia della Sacra Famiglia negli ultimi mesi.
Hamas accetta una tregua di 60 giorni con rilascio di ostaggi
Secondo ANSA, Hamas ha comunicato ai mediatori di accettare una proposta di cessate il fuoco di 60 giorni. Il piano prevede il rilascio di 10 ostaggi vivi e 18 deceduti, oltre all’ingresso di aiuti umanitari sotto la supervisione dell’ONU e della Mezzaluna Rossa. I negoziatori per la fine della guerra inizierebbero a lavorare dall’inizio della tregua.
Rifiuto israeliano: Ben Gvir contro l´accordo
Il ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, ha respinto la proposta e ha avvertito che il primo ministro Benjamin Netanyahu “non ha mandato per un accordo parziale”. Ha ricordato di aver già abbandonato il governo dopo il primo patto e ha minacciato di farlo di nuovo se si ripetesse una formula simile. Le sue dichiarazioni sono state diffuse su X e riportate da ANSA.
Piano militare su Gaza City
Secondo Channel 12, citato dall’agenzia italiana, il capo di Stato Maggiore, Eyal Zamir, ha approvato un piano per occupare Gaza City che sarà presentato al ministro della Difesa. La roadmap prevede l’evacuazione della popolazione in meno di due mesi, seguita dall’accerchiamento e dall’occupazione della città, aumentando le preoccupazioni sul piano umanitario.
Una comunidad al límite
L’ordine di evacuazione arriva appena tre giorni dopo la celebrazione dell’Assunzione della Vergine Maria, festa che i cristiani di Gaza hanno vissuto sotto le bombe. Colpiti dall’attacco di luglio alla parrocchia e dalla scarsità di risorse, i fedeli temono ora di perdere il loro ultimo rifugio spirituale e materiale nell’enclave.



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