
Una Messa particolare quella celebrata questa mattina da Papa Francesco a Santa Marta, con la presenza dei Nunzi Apostolici, in occasione del Giubileo a loro dedicato. L’esortazione del Papa per i nunzi è stata quella di “uscire per annunciare il Vangelo in ogni angolo del mondo”.
Il Pontefice, soffermandosi sulla parabola del Seminatore, ha evidenziato come il ruolo dei Nunzi sia proprio quello di seminare la Buona Novella, nonostante conducano spesso una vita “da nomadi”, sempre pronti a spostarsi e a girare per ogni angolo della Terra. “Quando si arriva in un nuovo Paese – ha affermato Francesco – il nunzio deve uscire da se stesso per conoscere, con il dialogo, per studiare la cultura, il modo di pensare”, ed essere pronto a ricominciare e svolgere il proprio ministero.
Uscire, ha commentato il Papa con una battuta, significa anche “andare ai ricevimenti, tante volte noiosi”, ma anche lì si può svolgere un grande servizio e portare “il seme buono”. Questo è possibile solo se, ha evidenziato, pur partecipando a tali occasioni mondane, non si fa propria la mondanità ma si prendono “le persone come sono, per sentirle, per dialogare. Anche questa è una uscita da se stesso per il nunzio, per capire la gente”, anche questo è un aspetto della Croce che sono chiamati a portare, rimanendo sempre concentrati sulla preghiera e sulla spiritualità di ogni attività che viene posta in essere.
Queste, quindi, “le tre uscite” che un Nunzio deve fare secondo Papa Francesco: l’uscita “fisica”, ovvero essere pronto a fare le valigie in qualsiasi momento e partire; l’uscita “culturale”, per poter imparare la cultura, la lingua e la vita dei posti dove si andrà ad operare; l’uscita “della preghiera”, dell’adorazione, per rimanere sempre fedele a Dio, che è l’unico che può far germogliare quel seme che proprio i Nunzi sono chiamati a seminare con la loro missione.
“Tre uscite e tre modi di servire Gesù Cristo e la Chiesa” ha concluso il Papa, che ha poi ringraziato personalmente i Nunzi per il loro costante e quotidiano lavoro.


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