49 dipendenti della Santa Sede del Vaticano hanno firmato una petizione collettiva contro il Governatorato, l’organismo che esercita il potere esecutivo e dal quale dipendono i lavoratori dei musei. Le accuse variano dalla mancanza di protezione e il pagamento delle ore straordinarie fino alla sicurezza sul posto di lavoro.
Lo riferisce Il Corriere della Sera: 47 guardiani dei Musei Vaticani, un restauratore e un impiegato della biblioteca hanno fatto appello all’avvocata Laura Sgrò per denunciare che le loro condizioni di lavoro “violano la dignità e la salute di ogni lavoratore”, si legge nel documento.
Dipendenti del Vaticano Sollevano accuse contro il Governatorato
“È evidente la cattiva gestione, che sarebbe ancora più grave se fosse il risultato dell’unica logica di ottenere maggiori profitti”. L’atto è stato notificato negli ultimi giorni al cardinale Fernando Vèrgez Alzaga, presidente del Governatorato e ora rimangono trenta giorni per un tentativo di conciliazione, in assenza del quale verrà avviato un procedimento giudiziario.
Tra le conclusioni trovate nella richiesta vi è, ad esempio, l’inesistenza di fasce orarie per le visite mediche in caso di malattia, il che si collega al fatto che queste, quindi, possono avvenire in qualsiasi momento. Tanto è vero che, come scrive il Corriere, ci sono stati anche casi di dipendenti che sono stati sanzionati mentre erano alla visita medica.
Una seconda questione riguarda il lavoro straordinario, che, secondo la denuncia, “viene pagato meno del lavoro ordinario”, secondo il Rescriptum ex audientia SS.MI del 28 agosto 2015. Uno strumento di cui gli imprenditori abuserebbero costantemente.
Tra le questioni sollevate c’erano anche la decisione presa durante il periodo del Covid di chiudere i musei, o un “avviso di orario” per i dipendenti che sono stati costretti a restare a casa durante la pandemia, il che ha determinato “un saldo orario negativo” per ciascuno. Per rimborsarlo viene trattenuta una quantità dello stipendio “fino all’esaurimento del debito”.
Infine, i 49 dipendenti mettono anche in discussione la sicurezza dei Musei Vaticani: l’assenza di “compensazioni per rischi sanitari, biologici e fisici” dovuta al contatto continuo con i visitatori, il numero limitato di uscite di emergenza per le sale senza aria condizionata. “Ci trattano come merce”, hanno dichiarato al Corriere della Sera.



Lascia un commento