Un raffreddore ha impedito questa domenica a Papa Francesco di affacciarsi al balcone di San Pietro per recitare l’Angelus con i fedeli.
Il Papa Francesco ha recitato l’Angelus dalla cappella papale di Santa Marta. Da lì ha riflettuto sull’incontro tra Maria ed Elisabetta, messo in evidenza dal Vangelo del giorno, come esempio di gioia e gratitudine per il dono della vita. Ha sottolineato l’importanza di valorizzare e benedire la maternità, affermando che «nessun bambino è un errore».
Ha invitato a contemplare questo mistero divino, specialmente nel contesto del Natale, incoraggiando tutti a esprimere rispetto e ammirazione per le madri e i bambini. Inoltre, il Papa ha benedetto le statuine del «Bambinello», ricordando il profondo significato dell’incarnazione di Gesù e la dignità sacra di ogni vita umana.
Dopo l’Angelus, il Pontefice ha espresso la sua preoccupazione per le crisi umanitarie in Mozambico, Ucraina, Gaza e altre regioni in conflitto, chiedendo la fine della violenza e l’inizio di un cammino di riconciliazione e pace. Ha anche menzionato il suo incontro con i bambini e le madri del Dispensario Santa Marta in Vaticano, un momento che ha descritto come pieno di speranza e gioia. Ha concluso con una benedizione speciale per le famiglie e per le statuine del «Bambinello», invitando a prendersi cura dei nonni e a tenerli presenti durante le festività natalizie.
Vi offriamo le parole complete del Papa durante l’Angelus:
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Mi dispiace non essere in Piazza con voi, ma sto migliorando e bisogna prendere precauzioni.
Oggi il Vangelo ci presenta Maria che, dopo l’annuncio dell’angelo, visita Elisabetta, sua parente anziana (cfr. Lc 1,39-45), anche lei in attesa di un figlio. È l’incontro di due donne felici per il dono straordinario della maternità: Maria ha appena concepito Gesù, il Salvatore del mondo (cfr. Lc 1,31-35), ed Elisabetta, nonostante la sua età avanzata, porta in grembo Giovanni, che preparerà la strada al Messia (cfr. Lc 1,13-17), Giovanni Battista.
Entrambe hanno molti motivi per gioire e, forse, potremmo sentirle lontane da noi, protagoniste di miracoli così grandi che normalmente non fanno parte della nostra esperienza. Il messaggio che l’Evangelista vuole trasmetterci, pochi giorni prima del Natale, è diverso. Infatti, la contemplazione dei segni prodigiosi dell’azione salvifica di Dio non deve mai farci sentire lontani da Lui, ma aiutarci a riconoscere la sua presenza e il suo amore vicino a noi, ad esempio nel dono di ogni vita, di ogni bambino, di sua madre. Il dono della vita… Ho letto nel programma “A tua immagine” qualcosa di bello: Nessun bambino è un errore! Il dono della vita…
In Piazza, ci saranno anche oggi madri con i loro bambini, e forse anche qualcuna in «dolce attesa». Per favore, non restiamo indifferenti alla loro presenza, impariamo a meravigliarci della loro bellezza e, come fecero Elisabetta e Maria, quella bellezza delle donne in attesa, benediciamo le madri e lodiamo Dio per il miracolo della vita. A me piaceva – mi piaceva, perché ora non posso farlo – quando, nell’altra diocesi, prendevo l’autobus, vedere che, quando saliva una donna incinta, subito le si offriva il posto: un gesto di speranza e rispetto!
Fratelli e sorelle, in questi giorni ci piace creare un ambiente festoso con luci, decorazioni e musica natalizia. Ricordiamoci, però, di esprimere sentimenti di gioia ogni volta che incontriamo una madre con il suo bambino in braccio o in grembo. E quando ci succede, preghiamo nel nostro cuore e diciamo, come Elisabetta: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo» (Lc 1,42); cantiamo come Maria: «L’anima mia magnifica il Signore» (Lc 1,46), affinché ogni maternità sia benedetta, e in ogni madre del mondo sia ringraziato e esaltato il nome di Dio, che affida agli uomini il potere di donare la vita.
Fra poco benediremo le statuine del «Bambinello». Io ho portato la mia, un regalo dell’Arcivescovo di Santa Fe, fatta dagli indigeni ecuadoriani… queste statuine del «Bambinello» che avete portato. Possiamo chiederci, allora: Ringrazio il Signore perché si è fatto uomo come noi, per condividere tutto, eccetto il peccato, la nostra esistenza? Lodo e benedico il Signore per ogni bambino che nasce? Sono gentile quando incontro una donna incinta? Sostengo e difendo il valore sacro della vita dei piccoli fin dal loro concepimento nel grembo materno?
Che Maria, la Benedetta fra tutte le donne, ci renda capaci di provare meraviglia e gratitudine davanti al mistero della vita che nasce.



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