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I cattolici nigeriani stanno dissanguandosi senza soluzioni concrete
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I cattolici nigeriani stanno dissanguandosi senza soluzioni concrete

La recente strage nel villaggio di Yelewata, nello stato di Benue, ha causato circa 200 civili uccisi, per lo più sfollati interni ospitati da missioni cattoliche. L’attacco massiccio, perpetrato tra la notte del 13 e l’alba del 14 giugno, avviene in mezzo a una serie di violenze sistematiche nelle regioni rurali dove prevale l’impunità.

Una strage annunciata

Le autorità hanno documentato che si tratta di un atto di estrema crudeltà contro civili disarmati e vulnerabili. Tutti i dati ufficiali riflettono una tragedia di proporzioni enormi: questa violenza si inserisce in un modello di attacchi contro comunità agricole, specialmente cristiane, perpetrati da terroristi islamisti di etnia fulani.

I vescovi nigeriani alzano la voce

La Conferenza Episcopale della Nigeria (CBCN), rappresentata dal suo presidente, l’arcivescovo Lucius Ugorji, ha definito i fatti come “atroci e un affronto a Dio”. In un comunicato ufficiale, hanno chiesto ai governi statale e federale di passare dalla retorica all’azione immediata.

I vescovi hanno inoltre ricordato l’impatto delle recenti inondazioni a Mokwa (nello stato del Niger), che si aggiungono alla tragedia di Benue, e hanno chiesto un’attenzione urgente per gli sfollati e i colpiti dal disastro.

Papa Leone XIV condanna la strage durante l’Angelus

Durante la preghiera dell’Angelus di domenica 15 giugno in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha fatto esplicito riferimento ai fatti avvenuti nel Benue:

“Nella notte tra il 13 e il 14 giugno, nello stato di Benue, in Nigeria, si è verificata una terribile strage… circa 200 persone sono state uccise con estrema crudeltà, la maggior parte delle quali erano sfollati interni accolti dalla missione cattolica locale.”

Il Pontefice ha anche espresso la sua preghiera “affinché la sicurezza, la giustizia e la pace prevalgano in Nigeria” e ha pregato “in modo particolare per le comunità cristiane locali che sono state costantemente vittime della violenza.”

Appello urgente all’azione militare

La Chiesa cattolica, attraverso i suoi leader locali, concorda sul fatto che le parole non bastano: è necessaria un’azione militare urgente e coordinata per ristabilire la sicurezza. Tutta la capacità diplomatica del Vaticano deve essere immediatamente mobilitata in difesa dei cristiani martirizzati.

Non c’è tempo da perdere

La strage di Benue, denunciata dal Papa e dalla CBCN, è un grido d’allarme rivolto allo Stato nigeriano e alla comunità internazionale: la violenza non può continuare. Per garantire il diritto alla vita e fermare questa spirale letale è indispensabile:

“Adottare misure militari ferme, legittime e coordinate, adesso”.

Le vittime non possono continuare a essere solo statistiche mentre l’impunità avanza inarrestabile. Il Vaticano dispone di un’enorme capacità diplomatica per mobilitare risorse e volontà. È importante che si agisca.

18 Giugno 2025

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