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Cardinale Woelki, assolto dalla giustizia tedesca, affronta una nuova denuncia canonica dall’interno della Chiesa
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Cardinale Woelki, assolto dalla giustizia tedesca, affronta una nuova denuncia canonica dall’interno della Chiesa

Il cardinale Rainer Maria Woelki, arcivescovo di Colonia, è passato dall’essere assolto dalla giustizia tedesca a dover affrontare una nuova offensiva dall’interno della Chiesa. Il 15 luglio, la Procura di Colonia ha archiviato l’indagine nei suoi confronti e ha dichiarato che non ci sarebbero accuse di spergiuro per un presunto cattivo trattamento dei casi di abusi sessuali. Tuttavia, appena sei giorni dopo, il 21 luglio, ha ricevuto una denuncia canonica presentata dal Consiglio Consultivo per le Vittime di Violenza della Conferenza Episcopale Tedesca.

Assolte le accuse, ma non la campagna

Da anni, il cardinale Woelki è diventato bersaglio di settori ecclesiali di orientamento liberale e progressista, critici della sua opposizione alle proposte sinodali di democratizzare le strutture della Chiesa in Germania. Questi gruppi hanno avanzato accuse ripetute di cattiva gestione dei casi di abusi, nonostante l’indagine della procura abbia concluso che le imputazioni erano infondate.
Secondo il comunicato ufficiale dell’arcidiocesi, la Procura ha stabilito che alcune dichiarazioni del porporato erano “oggettivamente false” per ignoranza di dati, ma non ha trovato basi per formulare accuse.

La risposta dell’Arcidiocesi di Colonia

Nel suo comunicato del 21 luglio, l’arcidiocesi ha espresso la “sorpresa” del cardinale di fronte all’intervento del Consiglio Consultivo e ha ricordato che le accuse sono “manifestamente infondate”, basate su “supposizioni e affermazioni false”. Ha sottolineato che in uno Stato di diritto gli unici competenti a emettere conclusioni legalmente vincolanti sono i tribunali, e non la Procura.
L’indagine, ha precisato, non si è concentrata su reati sessuali né sul giudizio di atti di abuso, e l’archiviazione non è stata frutto di un patto per evitare accuse, ma della proposta di archiviazione della stessa Procura, accettata dal tribunale per mancanza di prove.

Accuse senza prove specifiche

Il comunicato ha anche respinto le accuse di presunta negligenza nella gestione dei fascicoli o di possibile inganno delle vittime, sottolineando che non sono né specificate né fondate.
“La presunzione di innocenza resta pienamente valida”, ha insistito l’arcidiocesi, che ha definito le nuove accuse “decisamente inaccettabili”.

Il caso passa ora al Vaticano

La denuncia canonica presentata dal Consiglio Consultivo per le Vittime sarà ora valutata dagli organi competenti della Santa Sede. La risoluzione di questo caso dipenderà dalla procedura prevista dal diritto canonico, in un contesto in cui il cardinale Woelki resta una delle figure più contestate e divisive dell’episcopato tedesco.

11 Agosto 2025

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