
Inizia domani la Settimana di Preghiera per l’unità dei cristiani e le Chiese presenti sul territorio italiano si apprestano a vivere come ogni anno questa importante iniziativa, che permette non solo di «compiere passi importanti di riconciliazione tra le Chiese divise, ma anche di diventare testimoni della riconciliazione in un mondo che ha bisogno di ministri di riconciliazione, che abbattano le barriere, costruiscano ponti, facciano la pace e aprano le porte a nuovi stili di vita nel nome di colui che ci ha riconciliati con Dio, Gesù Cristo». È questo infatti quanto scritto in un messaggio comune da monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo; dal pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e dal metropolita Gennadios, arcivescovo ortodosso d’Italia e Malta ed Esarca per l’Europa Meridionale (Patriarcato Ecumenico).
La Settimana si ispira quest’anno al motto biblico “L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione” tratto dal capitolo 5 della Seconda Lettera ai Corinzi e si celebra nell’anno in cui ricorre il quinto Centenario della Riforma protestante. I leader delle Chiese italiane scrivono: «Il fatto che i cristiani possano ricordare insieme, oggi, un evento del passato che ha diviso i cristiani in occidente con un senso di speranza è un notevole risultato raggiunto grazie a cinquant’anni di dialogo ecumenico». Da qui l’invito ai cristiani anche in Italia a diventare “ministri di riconciliazione” nel mondo.
Le Chiese italiane ricordano inoltre, come tangibile e concreto segno di riconciliazione nel mondo «l’ospitalità offerta a tanti rifugiati provenienti dalla Siria, dall’Afghanistan, dall’Eritrea e da altri Paesi». Nel documento viene inoltre ribadito il grande sforzo operato «da Papa Francesco e dal Patriarca ecumenico Bartolomeo per aiutare le persone che sono forzate a vivere nelle periferie esistenziali della società a causa di situazioni di ingiustizia e di violenza».
L’augurio finale delle Chiese cristiane italiane è che la Settimana di Preghiera possa essere «l’occasione per pregare per questo e altri progetti ecumenici in cui sono coinvolti protestanti, cattolici e ortodossi, e per l’avanzamento della comune testimonianza dei cristiani alla riconciliazione che Dio ci ha donato in Cristo».


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