
Si celebra oggi in Italia la XXVIII Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei e dopo dieci anni trascorsi riflettendo insieme, cattolici ed ebrei, sulle Dieci Parole, quest’anno si darà inizio ad un tratto nuovo di cammino e come tema si è scelto di tenere in considerazione le cinque Meghillot (i rotoli): si comincia quest’anno con il Libro di Rut e si proseguirà con il Cantico dei Cantici, Qoelet, Lamentazioni, Ester.
«Viviamo in un mondo – scrive nel sussidio Cei che accompagna la celebrazione della Giornata, monsignor Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo, come riporta anche l’agenzia SIR – dove i particolarismi, a livello di popoli, gruppi, individui, stanno segnando la nostra società con processi contrari a ogni ricerca di unità e solidarietà. Basti pensare alla fatica di arrivare all’unità europea, alle divisioni etnico religiose all’interno della stessa Europa, alla distanza sempre più forte tra Nord e Sud del mondo».
Ebrei e cattolici sono quindi chiamati in questa Europa a dimostrare che la particolarità, necessaria per il costituirsi dell’universalità, non è fattore di scontro e «la vocazione particolare, che non esclude ma guarda il diverso come espressione dell’immagine di Dio, contiene una forza di universalità e unità».
Molto importante anche è tenere viva la “Memoria del Male” per aiutare «a non dimenticare e ad agire con ogni mezzo – scrive sempre il vescovo Spreafico – per estirpare dalla cultura occidentale ogni pregiudizio non solo nei confronti degli ebrei ma di tutte le minoranze».
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