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Papa Francesco avverte del pericolo dell’«attivismo» che porta alla «dittatura del fare»
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Papa Francesco avverte del pericolo dell’«attivismo» che porta alla «dittatura del fare»

Il messaggio del Papa dal balcone di San Pietro

Dal balcone di San Pietro, Papa Francesco ha lanciato un avvertimento durante l’Angelus domenicale riguardo al pericolo di diventare vittime dell’attivismo.

Il Pontifice ha spiegato che lo stesso Gesù si preoccupava del riposo dei suoi discepoli. «Forse intuisce un pericolo che può incombere anche nella nostra vita e nel nostro apostolato, quando, ad esempio, l’entusiasmo nel portare avanti la missione, o il lavoro, così come i ruoli e i compiti che ci sono affidati, ci rendono vittime dell’attivismo, e questo non è un bene», ha sottolineato il Papa Francesco.

Papa Francesco ha invitato alla cautela contro l’attivismo che porta alla “dittatura del fare” all’interno della Chiesa. Ha sottolineato che questo può accadere anche nelle famiglie. «Quando, ad esempio, il papà per guadagnarsi da vivere è costretto ad assentarsi per lavoro, sacrificando il tempo che potrebbe dedicare alla famiglia. Spesso escono presto la mattina quando i bambini dormono ancora e tornano la sera tardi quando sono già a letto. Questa è un’ingiustizia sociale», ha esclamato il Papa.

Le parole complete del Papa durante l’Angelus

Ecco le parole complete del Papa durante l’Angelus di domenica:

Cari fratelli e sorelle, buon domenica!

Il Vangelo della liturgia di oggi (Mc 6,30-34) narra che gli apostoli, ritornando dalla missione, si riunirono con Gesù e gli raccontarono tutto quello che avevano fatto; allora Lui disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’» (v. 31). La gente capisce i loro movimenti e, allo sbarcare, Gesù vide una grande folla e si commosse per loro, e si mise a insegnare loro molte cose (cfr v. 34).

Da un lato, quindi, l’invito a riposare e, dall’altro, la compassione di Gesù per la folla. È bello fermarsi a riflettere sulla compassione di Gesù. Sembrano due cose inconciliabili, l’invito a riposare e la compassione, ma invece vanno insieme: riposo e compassione. Vediamo.

Gesù si preoccupa della stanchezza dei discepoli. Forse intuisce un pericolo che può incombere anche nella nostra vita e nel nostro apostolato, quando, ad esempio, l’entusiasmo nel portare avanti la missione, o il lavoro, così come i ruoli e i compiti che ci sono affidati, ci rendono vittime dell’attivismo, e questo non è un bene: così preoccupati delle cose da fare e troppo preoccupati dei risultati. E allora succede che ci agitiamo e perdiamo di vista l’essenziale, rischiando di esaurire le nostre energie e cadere nella stanchezza del corpo e dello spirito.

È un avvertimento importante per la nostra vita, per la nostra società spesso prigioniera della fretta, ma anche per la Chiesa e per il servizio pastorale: fratelli e sorelle, stiamo attenti alla dittatura del fare! E questo può succedere per necessità, anche nelle famiglie, quando, ad esempio, il papà per guadagnarsi da vivere è costretto ad assentarsi per lavoro, sacrificando il tempo che potrebbe dedicare alla famiglia. Spesso escono presto la mattina quando i bambini dormono ancora e tornano la sera tardi quando sono già a letto. Questa è un’ingiustizia sociale. Nelle famiglie, papà e mamma dovrebbero avere tempo per condividere con i figli, per accrescere questo amore familiare e non cadere nella dittatura del fare. Pensiamo a cosa possiamo fare per aiutare le persone che sono costrette a vivere così.

Allo stesso tempo, il riposo proposto da Gesù non è una fuga dal mondo, un ritirarsi nel benessere personale; al contrario, di fronte alla gente confusa Lui prova compassione. E allora dal Vangelo impariamo che queste due realtà – riposo e compassione – sono legate: solo se impariamo a riposare possiamo avere compassione. Infatti, è possibile avere uno sguardo di compassione, che sa riconoscere i bisogni del prossimo, solo se il nostro cuore non è consumato dall’ansia del fare, se sappiamo fermarci e, nel silenzio dell’adorazione, ricevere la Grazia di Dio.

Quindi, fratelli e sorelle, possiamo chiederci: mi fermo durante le mie giornate? Mi prendo un momento per stare con me stesso e con il Signore, o sono sempre sommerso dalla fretta, sommerso dalla fretta, la fretta delle cose da fare? Sappiamo trovare un po’ di “deserto” interiore in mezzo al rumore e alle attività di ogni giorno?

Che la Vergine Santa ci aiuti a “riposare nello Spirito” anche in mezzo a tutte le attività quotidiane, e a essere disponibili e compassionevoli verso gli altri.

Dopo l’Angelus

Cari fratelli e sorelle!

Questa settimana iniziano i Giochi Olimpici di Parigi, che precederanno i Giochi Paralimpici. Lo sport ha anche una grande forza sociale, capace di unire pacificamente persone di diverse culture. Desidero che questo evento possa essere un segno del mondo inclusivo che vogliamo costruire e che gli atleti, con la loro testimonianza sportiva, siano messaggeri di pace e modelli validi per i giovani. In particolare, secondo l’antica tradizione, che le Olimpiadi siano un’occasione per stabilire una tregua nelle guerre, dimostrando una sincera volontà di pace.

Saluto tutti voi, romani e pellegrini d’Italia e di tanti Paesi. In particolare saluto l’Équipe Notre Dame della diocesi di Quixadá in Brasile; l’Associazione “Assumpta Science Center Ofekata”, impegnata in progetti solidali formativi per l’Africa.

Saluto anche i Silenziosi Operai della Croce e il Centro Volontari della Sofferenza, riuniti in ricordo del fondatore Beato Luigi Novarese; le aspiranti e le giovani professe dell’Istituto delle Missionarie della Regalità di Cristo; i giovani del gruppo vocazionale del Seminario Minore di Roma, che hanno percorso le vie di San Francesco d’Assisi a Roma.

Preghiamo, fratelli e sorelle, per la pace. Non dimentichiamo l’Ucraina martoriata, la Palestina, Israele, Myanmar e tanti altri Paesi in guerra. Non dimentichiamo, non dimentichiamo. La guerra è una sconfitta!

Auguro a tutti una buona domenica. e per favore non dimenticate di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

22 Luglio 2024

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