Papa Francesco ha ricevuto questo giovedì la Commissione Teologica Internazionale, un organismo creato da Paolo VI nel 1969 e attualmente presieduto dal cardinale Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede.
I trenta membri della Commissione Teologica Internazionale sono stati accolti dal Pontefice in occasione della loro recente assemblea plenaria, svoltasi questa settimana e dedicata al 1700º anniversario del Concilio di Nicea, che sarà celebrato durante il Giubileo del 2025.
Due priorità: Cristo al centro e la teologia della sinodalità
Nel suo discorso, Francesco ha trasmesso due idee principali: rimettere Cristo al centro e sviluppare una teologia della sinodalità.
Il Papa ha sottolineato che durante questo Anno Santo «avremo l’opportunità di celebrare i 1700 anni del primo grande Concilio Ecumenico, tenutosi a Nicea» e ha lasciato aperta la possibilità di un viaggio lì. Per il Santo Padre, «questo Concilio rappresenta un fondamento nel cammino della Chiesa e dell’intera umanità, poiché la fede in Gesù, Figlio di Dio fatto carne per noi uomini e per la nostra salvezza, è stata formulata e professata come una luce che illumina il significato della realtà e il destino di tutta la storia».
«In un mondo oggi complesso e spesso polarizzato, tragicamente segnato da conflitti e violenze, l’amore di Dio che si rivela in Cristo e ci è donato nello Spirito diventa un appello per tutti. È un’esortazione a imparare a camminare nella fraternità e a essere costruttori di giustizia e di pace. Solo così possiamo seminare speranza dove viviamo», ha aggiunto il Papa.
Sviluppare una teologia della sinodalità
Come seconda riflessione, Francesco ha chiesto ai teologi di sviluppare una teologia della sinodalità. Ha ricordato che l’Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi ha dedicato un punto del Documento finale al compito della teologia, nel contesto dei «carismi, vocazioni e ministeri per la missione»; e ha espresso il suo desiderio affermando: «L’Assemblea invita le istituzioni teologiche a continuare la ricerca volta a chiarire e approfondire il significato della sinodalità» (n. 67).
Secondo il Papa, «questa è stata la visione di san Paolo VI al termine del Concilio, quando creò la Segreteria del Sinodo dei Vescovi. In quasi 60 anni, questa teologia sinodale si è sviluppata gradualmente e oggi possiamo dire che è ormai matura. Oggi non possiamo pensare a una pastorale senza questa dimensione della sinodalità».
«Direi che è giunto il momento di fare un passo coraggioso: sviluppare una teologia della sinodalità, una riflessione teologica che aiuti, incoraggi e accompagni il processo sinodale, in vista di una nuova fase missionaria, più creativa e audace, ispirata al kerygma e che coinvolga tutti i membri della Chiesa», ha aggiunto Francesco rivolgendosi ai membri della Commissione Teologica Internazionale.
Il Papa ha concluso il suo discorso ringraziando i partecipanti per il loro servizio e chiedendo loro di pregare per lui «a favore, non contro».



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