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Atti degli Apostoli – Il diacono Filippo, un modello di evangelizzazione
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Atti degli Apostoli – Il diacono Filippo, un modello di evangelizzazione

Gianni De Luca
14 dicembre 2016

LETTURA DEL TESTO (At 8, 4-40)

 4Quelli però che erano stati dispersi andavano per il paese e diffondevano la parola di Dio.

Filippo in Samaria – 5Filippo, sceso in una città della Samaria, cominciò a predicare loro il Cristo. 6E le folle prestavano ascolto unanimi alle parole di Filippo sentendolo parlare e vedendo i miracoli che egli compiva. 7Da molti indemoniati uscivano spiriti immondi, emettendo alte grida e molti paralitici e storpi furono risanati. 8E vi fu grande gioia in quella città.

Simone il mago – 9V’era da tempo in città un tale di nome Simone, dedito alla magia, il quale mandava in visibilio la popolazione di Samaria, spacciandosi per un gran personaggio. 10A lui aderivano tutti, piccoli e grandi, esclamando: «Questi è la potenza di Dio, quella che è chiamata Grande». 11Gli davano ascolto, perché per molto tempo li aveva fatti strabiliare con le sue magie. 12Ma quando cominciarono a credere a Filippo, che recava la buona novella del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo, uomini e donne si facevano battezzare. 13Anche Simone credette, fu battezzato e non si staccava più da Filippo. Era fuori di sé nel vedere i segni e i grandi prodigi che avvenivano.

14Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni.

15Essi discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; 16non era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. 17Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.

18Simone, vedendo che lo Spirito veniva conferito con l’imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro del denaro 19dicendo: «Date anche a me questo potere perché a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo». 20Ma Pietro gli rispose: «Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai osato pensare di acquistare con denaro il dono di Dio. 21Non v’è parte né sorte alcuna per te in questa cosa, perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio. 22Pentiti dunque di questa tua iniquità e prega il Signore che ti sia perdonato questo pensiero. 23Ti vedo infatti chiuso in fiele amaro e in lacci d’iniquità». 24Rispose Simone: «Pregate voi per me il Signore, perché non mi accada nulla di ciò che avete detto». 25Essi poi, dopo aver testimoniato e annunziato la parola di Dio, ritornavano a Gerusalemme ed evangelizzavano molti villaggi della Samaria.

Filippo battezza un ministro etiope – 26Un angelo del Signore parlò intanto a Filippo: «Alzati, e và verso il mezzogiorno, sulla strada che discende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta». 27Egli si alzò e si mise in cammino, quand’ecco un Etiope, un eunuco, funzionario di Candàce, regina di Etiopia, sovrintendente a tutti i suoi tesori, venuto per il culto a Gerusalemme, 28se ne ritornava, seduto sul suo carro da viaggio, leggendo il profeta Isaia. 29Disse allora lo Spirito a Filippo: «Và avanti, e raggiungi quel carro». 30Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?». 31Quegli rispose: «E come lo potrei, se nessuno mi istruisce?». E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui. 32Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo:

Come una pecora fu condotto al macello
e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa,
così egli non apre la sua bocca.
33Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato,
ma la sua posterità chi potrà mai descriverla?
Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita.

34E rivoltosi a Filippo l’eunuco disse: «Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?». 35Filippo, prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura, gli annunziò la buona novella di Gesù. 36Proseguendo lungo la strada, giunsero a un luogo dove c’era acqua e l’eunuco disse: «Ecco qui c’è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?». 37. 38Fece fermare il carro e discesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunuco, ed egli lo battezzò. 39Quando furono usciti dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l’eunuco non lo vide più e proseguì pieno di gioia il suo cammino. 40Quanto a Filippo, si trovò ad Azoto e, proseguendo, predicava il vangelo a tutte le città, finché giunse a Cesarèa.

Il racconto dell’attività evangelizzatrice del diacono Filippo è introdotta da un’annotazione interessante: ”Scoppiò una violenta persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme”. Non è una coincidenza di poco conto, perché c’è un profondo legame tra persecuzione e diffusione del Vangelo. Il tempo della Chiesa è tempo di gioia e consolazione derivanti dalla presenza e assistenza dello Spirito del Risorto, ma è egualmente tempo di tentazione, sofferenza e persecuzione. È la via del Cristo che continua. Anche la persecuzione ha un significato salvifico: non fallimento, ma imitazione del Signore Crocifisso.

  1. A) Filippo in Samaria.

La discesa di Filippo in Samaria è, dunque, una conseguenza della violenta persecuzione scoppiata dopo il martirio di Stefano. Da un grande male viene un grande bene, come si evince dal v. 4. ”Quelli che erano stati dispersi andavano per il paese e diffondevano la parola di Dio”.

Filippo, menzionato tre volte negli Atti, è uno dei Sette diaconi, ”uomini di buona reputazione, pieni di Spirito Santo e di saggezza”,  è il primo protagonista  della missione in Samaria e lo troveremo poi a Cesarea dove ospiterà Paolo  e dove svolgerà il suo ministero di evangelista aiutato dalle sue quattro figlie, dotate di profezia (21,8). Luca fa capire che la chiesa sta fedelmente camminando sulla strada tracciata dal Risorto: ”Sarete miei testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria, fino agli estremi confini della terra”. Filippo è pertanto l’artefice di una tappa importante del cammino della comunità cristiana: per la prima volta si esce dai propri confini territoriali e culturali e si porta il Vangelo ai samaritani, gente disprezzata dai giudei alla stregua dei pagani. Il Vangelo non ha confini e supera d’un balzo gli steccati, fatto com’è per la salvezza di ogni persona, a qualsiasi razza o religione appartenga.

E là dove si supponeva di incontrare ostilità e opposizione, incapacità a capire, si trova invece accoglienza e disponibilità alla fede: ”Le folle prestavano attentamente ascolto alle parole di Filippo… e vi fu grande gioia in quella città” (4,6-8).

L’azione di Dio è sempre efficace e non fa differenze: gli stessi prodigi compiuti da Gesù in Galilea, sono ora compiuti da Filippo in Samaria: ”Da molti indemoniati uscivano spiriti immondi, emettendo alte grida e molti paralitici e storpi furono risanati”.

L’azione missionaria di Filippo si scontra tuttavia con un ostacolo: la presenza di un certo Simone, dedito alla magia, considerato un taumaturgo senza pari, che si spacciava per un grande personaggio, acclamato addirittura come ”potenza di Dio…”. Ma con la predicazione di Filippo, ”che recava la buona notizia del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo”, uomini e donne si convertono e si fanno battezzare, tanto che Simone il mago perde molti suoi ammiratori. Anche lui allora aderisce all’annuncio cristiano e si fa battezzare. La sua conversione è a fior di pelle, obbedisce a secondi fini, determinata dal vedere i segni e i grandi prodigi che avvenivano per mezzo di Filippo e, in seguito, dal desiderio di comprare dagli apostoli con il denaro ”il dono di Dio”. Pietro, severissimo nei confronti della seduzione del denaro, lo rimprovererà aspramente invitandolo ad una vera conversione (vv. 18-24).

Per sempre quest’uomo lascerà legato il proprio nome al peccato gravissimo di chi intenderà mercanteggiare un ufficio spirituale nella chiesa, macchiandosi di ”simonia”.

“Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni…” La chiesa-madre di Gerusalemme si sente responsabile della comunità di Samaria e invia i due apostoli a conferire il dono dello Spirito Santo ai battezzati mediante l’imposizione delle mani.  Così una nuova ”pentecoste” suggella la fondazione della Chiesa in territorio samaritano. Una Chiesa ufficialmente riconosciuta che entra a far parte a pieno titolo del nuovo popolo messianico sul quale è sceso lo Spirito, segno dei tempi nuovi.

  1. B) Il Battesimo del funzionario etiope

In questo racconto è di scena il meraviglioso. Bisogna risalire ai vangeli dell’infanzia per trovare un’atmosfera analoga. L’angelo del Signore ordina a Filippo di incamminarsi lungo la strada di Gaza; lo Spirito lo invita ad accostarsi al carro dell’etiope, ed infine, dopo che Filippo ha amministrato il Battesimo all’eunuco, lo rapisce e  trasporta ad Azoto, sulla strada verso Cesarea. Tutta la vicenda si sviluppa sullo sfondo di un continuo movimento, che ha luogo sulla strada. L’intenzione di Luca è trasparente: la decisione di portare il vangelo ad ogni uomo di buona volontà, a qualsiasi etnia appartenga, non viene dall’uomo, ma direttamente dallo Spirito.

Il cammino verso l’universalità si compie per tappe graduali: prima i giudei, poi i samaritani, ora un viandante straniero, un etiope, venuto dalla lontana Africa.

Luca però ha anche un’altra finalità: presentare Gesù come Colui che spiega il senso nascosto delle Sacre Scritture e indicare le condizioni indispensabili per ricevere il battesimo.

  1. C) Due percorsi paralleli: è stato rilevato il parallelismo tra il racconto dei discepoli di Emmaus e questo dell’eunuco. Al di là delle espressioni linguistiche comuni alle due narrazioni, si nota pure una significativa sequenza di eventi:

– da una parte i due discepoli sulla strada che va da Gerusalemme a Emmaus, affiancati dal Risorto; dall’altra l’etiope, che è sulla strada e sta viaggiando da Gerusalemme alla sua patria, raggiunto da Filippo che sale sul suo carro;

– Gesù e Filippo coinvolgono i loro interlocutori con una domanda;

– il dialogo nel racconto di Emmaus è sul significato della morte e risurrezione di Gesù, spiegata dal Risorto stesso a partire dalle Scritture. Filippo, a sua volta, annuncia Gesù all’etiope prendendo lo spunto da un brano di Isaia concernente l’umiliazione e l’esaltazione del Servo di Dio;

– ambedue i percorsi approdano ad una esperienza sacramentale: la ”frazione del pane” per i discepoli di Emmaus e il Battesimo per l’etiope;

– Gesù scompare improvvisamente per incontrarsi di nuovo con gli Undici ai quali dà le sue istruzioni. Filippo è rapito dallo Spirito e continua altrove la sua missione evangelizzatrice.

– I discepoli di Emmaus ricordano che ”ardeva loro il cuore”; l’etiope prosegue  il suo viaggio ”pieno di gioia”.

Modellando i due racconti su uno schema simile, Luca fa risaltare la continuità tra l’azione del Signore Risorto e l’opera dei primi evangelizzatori nel tempo della Chiesa.

– Filippo e l’etiope in cammino: il racconto inizia con uno strano ordine dato dall’Angelo del Signore a Filippo. ”Alzati, e và verso il mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza; essa è  deserta”. Nessuna finalità chiara viene indicata. Filippo, sollecitato a porsi in cammino, obbedisce senza esitazione, dimostrando ancora una volta di essere un evangelizzatore fedele e pronto  a seguire le ispirazioni del Risorto che lo conduce su strade inattese.

“Ed ecco un etiope…”: Luca  si sofferma a descrivere  il personaggio : è un etiope, viene dalla lontana Africa; è un uomo con una menomazione fisica (eunuco); è un ministro, un alto funzionario di Candace, regina d’Etiopia; è  ricco, perché viaggia su un carro e non a piedi, come facevano i più; è colto perché sa leggere e, soprattutto, è sapiente e umile, capace di farsi e fare domande alla ricerca della verità. È un uomo devoto, religioso, perché si è recato in pellegrinaggio al Tempio di Gerusalemme.

La prolungata descrizione delle caratteristiche di questo personaggio mostra come Luca ritenga significativa la sua conversione.

– L’incontro. Sulla strada del ritorno, l’etiope legge le Scritture. Si imbatte in un passo del profeta Isaia (c. 53) per lui incomprensibile. Ne intravede forse l’importanza, ma gli manca la chiave per afferrarne il senso. L’uomo abbandonato alla sua sola intelligenza non è in grado di cogliere il segreto delle Sacre Scritture. ”Di chi parla il profeta?” È su questa domanda che s’innesta l’azione di Dio per convertire l’etiope. Filippo infatti lo raggiunge e lo provoca: ”Capisci quello che stai leggendo?” Luca annota che l’etiope si esprime sempre per interrogativi (è un uomo in ricerca): la prima volta per dire la sua incapacità. ”E come lo potrei, se nessuno mi istruisce?”, le altre due volte per formulare una richiesta (cf. 8,34 e 36).

Dio premia la ricerca. Filippo, partendo dal brano di Isaia che l’eunuco leggeva, gli annuncia la lieta notizia di Gesù morto e risorto, mostrando la coincidenza tra ciò che il profeta ha detto e ciò che Gesù ha vissuto. ”È questa la via cristiana che conduce alle Scritture, una sorta di circolarità: dalle Scritture a Gesù e da Gesù alle Scritture. Le Scritture illuminano la storia di Gesù mostrando che essa è lieta notizia, compimento del disegno salvifico di Dio, a sua volta Gesù illumina le Scritture, mostrando che esse parlano di Lui” (B. Maggioni).

– Una vita nuova. ”Ecco, qui c’è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?  L’etiope, dopo aver compreso le Scritture, si rende conto dell’ulteriore passo da compiere: ricevere il Battesimo per essere incorporato a Cristo e poter così camminare in una vita nuova.

Il racconto termina con l’etiope, divenuto cristiano, che prosegue il suo cammino con grande gioia e con Filippo che, guidato dallo Spirito, si reca in altre città a portare il messaggio della salvezza operata dal Signore crocifisso e risorto.

 

Gianni De Luca

Nasce in Abruzzo, a Tagliacozzo in provincia dell'Aquila. Dopo avere conseguito il diploma di ragioniere e perito commerciale, si trasferisce a Roma, dove, attualmente, vive e lavora. Laureatosi in Economia e Commercio lavora due anni in Revisione e Certificazione dei bilanci prima di iniziare a collaborare con uno Studio associato di Dottori Commercialisti della Capitale. Decide, ad un certo punto, di seguire la nuova via che gli si è aperta e, così, consegue prima il Magistero in Scienze Religiose presso l'Istituto Mater Ecclesiae e, poi, la Licenza in Teologia dogmatica presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino in Urbe "Angelicum". Attualmente lavora come Insegnante di Religione cattolica negli Istituti di Istruzione superiore di Roma. Appassionato di Sacra Scrittura, tiene conferenze, anima da circa 20 anni un incontro biblico, presso l'Istituto M. Zileri delle Orsoline Missionarie del Sacro Cuore in Roma, e da circa 10 la Lectio divina sulle letture della Domenica presso la Basilica parrocchiale di Sant'Andrea delle Fratte. Animatore del gruppo di preghiera "I 5 Sassi", è organizzatore di pellegrinaggi e ritiri spirituali.


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