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La Deriva Sinodale Rischiosa dell’Arcidiocesi di Madrid che Può Causare Gravi Crepe
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La Deriva Sinodale Rischiosa dell’Arcidiocesi di Madrid che Può Causare Gravi Crepe

La recente richiesta da parte dell’arcidiocesi di Madrid ai padri sinodali di esaminare la possibilità del diaconato femminile e di creare strutture per controllare e verificare il lavoro dei sacerdoti ha suscitato stupore tra il clero e i fedeli della capitale spagnola.

La realtà è che il campione è minimo: solo 856 persone hanno compilato questo questionario. Chiunque cammini per le strade di Madrid si accorgerà che le risposte ricevute e accettate dall’arcidiocesi di Madrid, guidata dal cardinale José Cobo, non rappresentano affatto la grande maggioranza dei cattolici madrileni.

Proposte controversie

Leggere che l’arcivescovado madrileno accoglie proposte come quella del diaconato femminile o la creazione del ministero della cura della casa comune potrebbe approfondire il distacco tra i fedeli e il clero madrileno con la Curia. Se il cardinale dovesse portare la Chiesa di Madrid sulla strada delle “diaconesse” e altri elementi dell’agenda progressista, potrebbe causare un terremoto interno e ottenere gli effetti contrari a quelli proclamati dal vicepresidente della Conferenza Episcopale Spagnola (CEE).

Da un lato, si creerebbe un clero disaffezionato e cinico, di fronte all’indebolimento della fede e della speranza nel messaggio di Gesù Cristo per il quale hanno dedicato la vita, e per il politichese che sempre generano i piani ideologici, così lontani dalla comunione.

C’è anche la questione del Seminario che potrebbe finire dimezzato, poiché gli sforzi generosi dei candidati – imperfetti come si conviene alla loro età – saranno visti con sospetto psicologico e ideologico. Forse potrebbero anche unirsi a noviziati di altre istituzioni lontane da quelle diocesane per timore di finire soggetti a tattiche ideologiche lontane dal fine ultimo per cui un giovane decide di consacrarsi interamente a Dio.

Impatti sulle Famiglie e i Giovani

Queste idee disruptive di stampo “tedesco” causano disastri e confusione anche nelle famiglie, sconcertate dal vedere l’abbandono a cui sono sottoposte, proprio di fronte alle sfide che le opprimono in materia educativa, di supporto ai matrimoni, di comprensione della fede in un mondo aggressivo. E quando la preoccupazione dei sinodalisti è se i laici debbano avere più o meno peso nelle decisioni di governo all’interno delle parrocchie o nelle diocesi, trascurando la difesa della famiglia come centro e sostegno della società, significa che qualcosa non va.

I giovani non sono interessati alla politica ecclesiastica. Non è un caso che i movimenti che crescono di più e che sono in auge tendano ad avere una buona dottrina e siano supportati da sacerdoti che non edulcorano la verità né gli insegnamenti della fede. In un mondo caotico e relativista in cui tutto è permesso senza assumersi le conseguenze, sono sempre di più i giovani che rifiutano di vivere una vita vuota o a metà. I giovani non hanno bisogno che si abbassi la soglia delle aspettative, al contrario. Sono desiderosi di ascoltare le Verità millenarie che la Chiesa offre loro. Se il percorso dell’arcivescovado è quello di “protestantizzare” il cattolicesimo, non dovrebbero sorprendersi quando vedranno i giovani madrileni seguire la propria strada, incanalando il loro entusiasmo in ciò che il clero ufficiale etichetterà poi come “chiese parallele” e mancanza di “diocesanità”.

14 Giugno 2024

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