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Il Papa a Santa Marta: «Dio rimane deluso se ci allontaniamo dal suo amore»
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Il Papa a Santa Marta: «Dio rimane deluso se ci allontaniamo dal suo amore»

Salvatore Tropea
30 marzo 2017

L’amore di Dio è unico, ma se ci allontaniamo egli rimane deluso perché il suo cuore è quello di un padre che piange per i suoi figli. Questo il tema messo in evidenza stamattina da Papa Francesco nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta.

Il Santo Padre ha preso spunto dalla prima lettura odierna, tratta dal Libro dell’Esodo, che parla dell’amore di Dio verso il suo popolo, anche se quest’ultimo cerca gli idoli e delude il Padre. Il Popolo di Israele, infatti, non riesce ad aspettare nel deserto e, mentre Mosè è sul Monte, si costruisce un vitello d’oro per adorarlo, quindi, come ha sottolineato Francesco «per divertirsi si sono dimenticati di Dio che li ha salvati».

«Dimenticare Dio che ci ha creato – ha proseguito il Pontefice – che ci ha fatto crescere, che ci ha accompagnato nella vita: questa è la delusione di Dio. E tante volte nel Vangelo, Gesù nelle Parabole, parla di quell’uomo che fa una vigna e poi fallisce, perché gli operai vogliono prenderla per loro». Così come ha fatto il popolo di Dio, allo stesso modo anche e soprattutto oggi l’uomo vive sempre con la tentazione dell’infedeltà perché, ha spiegato il Papa, «non è soddisfatto di Dio, dell’amore fedele».

Dio, che ha un cuore e un atteggiamento di Padre verso i suoi figli, rimane deluso da questi atteggiamenti e per questo siamo chiamati, ogni giorno, a «riprendere il cammino per non scivolare lentamente verso gli idoli, verso le fantasie, verso la mondanità, verso l’infedeltà». Il Papa ha quindi invitato i presenti a porre direttamente a Dio la domanda: «dimmi Signore, sei deluso di me?». In questa prospettiva il tempo della Quaresima è una grande opportunità per chiedersi se ci si è allontanati da Dio.

Papa Francesco ha concluso con un’orazione: «Signore, tu che hai avuto tanti sogni su di me, io so che mi sono allontanato, ma dimmi dove, come, per tornare. E la sorpresa – ha sottolineato il Papa –  sarà che Lui sempre ci aspetta, come il padre del figliol prodigo, che lo vide venire da lontano, perché lo aspettava».

Salvatore Tropea

Classe 1992, Calabrese, dopo aver conseguito la maturità scientifica nel suo paese (Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria), consegue la laurea in Scienze della Comunicazione, percorso “Giornalismo, Uffici Stampa e Relazioni Pubbliche”, presso la Libera Università Maria SS. Assunta – LUMSA di Roma. Collabora da diversi anni con il mensile locale “L’Eco del Chiaro” e con il giornale studentesco della Pontificia Università Lateranense. Appassionato a livello dilettantistico di Fotografia, ha partecipato, con questo incarico, al First International Meeting of Young Catholics for Social Justice che si è svolto dal 20 al 24 Marzo 2013 a Roma e fa parte del Board dell’Osservatorio Internazionale dei Giovani Cattolici. Da diversi anni svolge servizio di volontariato a Lourdes con l’associazione scoutistica OPFB-onlus, di cui è stato responsabile nella pattuglia/staff nazionale per Foto e Video e ne cura l’aspetto social, ed è segretario del Leo Club Roma Urbe, con il quale si impegna nel sociale con varie attività di volontariato e raccolta fondi. Attualmente - dopo aver frequentato il Master di I livello in Digital Journalism presso la Pontificia Università Lateranense, con il quale ha svolto due mesi di stage presso la redazione italiana di Radio Vaticana - frequenta il Master in Giornalismo della Lumsa di Roma. Da aprile 2017 a giugno 2017 ha svolto uno stage di tre mesi presso Il Venerdì di Repubblica. @tropea92


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